Attualità
La svolta del 1876, Depretis e la Sinistra storica al Potere
Venerdì 6 in Aula Foscolo a Pavia e sabato 7 al Teatro Sociale di Stradella il convegno di studi sulla “rivoluzione parlamentare” di 150 anni fa e sullo statista ottocentesco a più riprese ministro e presidente del Consiglio
Di Roberto Lodigiani
Le elezioni politiche del 5 e 12 novembre 1876 segnarono, per l’Italia post-unitaria, una svolta in qualche modo paragonabile al voto di midterm negli Stati Uniti, portando la Sinistra storica al potere dopo un quindicennio di governi di Destra (da Cavour all’ultimo esecutivo a guida Minghetti). A quel voto epocale e alla figura di Agostino Depretis, lo statista stradellino che di quella svolta fu il principale artefice, deputato di lungo corso del Regno sardo e poi del Regno d’Italia, a più riprese ministro e presidente del Consiglio, fino alla morte nel 1887, è dedicato il convegno di studi (<<1876. Le elezioni politiche di una “rivoluzione” parlamentare>>) in programma venerdì 6 in Aula Foscolo a Pavia e sabato 7 al Teatro Sociale di Stradella, per iniziativa dell’Istituto nazionale per la storia del Risorgimento, con il comitato pavese presieduto da Fabio Zucca, del Centro insubre di studi politici (Cisp) e del Centro studi della storia del Novecento (Cirds 900) dell’Università di Pavia.
<<Questo convegno promosso in occasione del 150esimo delle storiche elezioni del 1876 rappresenta anche il primo passo del percorso che condurrà alla pubblicazione integrale degli scritti di Agostino Depretis, a cura di un comitato nazionale ad hoc – spiega Zucca – Un traguardo importante, nel sottolinearlo mi preme anche ringraziare l’amico Gianfranco De Paoli, per mezzo secolo alla guida dell’Istituto per la storia del Risorgimento>>. Il voto del 1876, prosegue Zucca, <<fu un momento-chiave che diede avvio alla fase più alta e significativa del tragitto politico di Depretis. Una personalità, concedetemelo, di cui la provincia di Pavia oggi avrebbe grande bisogno, con il suo amore per il territorio e la capacità di soluzione dei problemi concreti. Non dimentichiamo che fu proprio Depretis a varare la legge che rese obbligatoria l’istruzione scolastica dai 6 ai 9 anni, in un’Italia nella quale l’analfabetismo maschile sfiorava il novanta per cento>>.
<<Nel 1875 cade il governo Minghetti, con il venir meno dell’appoggio di un gruppo di parlamentari sulla questione delle concessioni ferroviarie, e la Destra storica entra in crisi – spiega Pierangelo Lombardi, presidente di Istoreco Pavia, che tirerà le somme della due giorni di studi – Depretis, con il banchetto e il famoso discorso di Stradella (pronunciato nel cortile di Palazzo Isimbardi, attuale sede municipale stradellina) getta le basi del programma elettorale della Sinistra, anticipando temi quali la riforma scolastica e l’allargamento dell’elettorato. Uno dei passaggi più significativi nella vicenda politica dell’Italia post-unitaria, sul quale abbiamo voluto riflettere con il contributo di storici dal profilo accademico>>.
Quanto al trasformismo, la pratica parlamentare architettata da Depretis che, in assenza di una maggioranza stabile, puntava a raccogliere il consenso sui singoli provvedimenti al di là degli schieramenti di bandiera, e che diventerà prassi dopo il 1882, <<non fu solo mera tattica – avverte Zucca – ma anche un cercare di chiamare a raccolta e valorizzare le risorse parlamentari più sane e vitali, a prescindere dal colore politico. Già Rattazzi, ben prima di Depretis, aveva iniziato a teorizzarla>>.
Con Depretis e Benedetto Cairoli, come lo statista stradellino patriota risorgimentale ed ex repubblicano garibaldino “convertito” alla monarchia, Pavia tra il 1876 e il 1880, dopo aver generosamente contribuito alla causa unitaria, detenne il monopolio della presidenza del Consiglio, esprimendo i due leader di governo della Sinistra storica.
Il programma
Venerdì 6 novembre, Aula Foscolo: “Depretis e la sfida della trasformazione dei partiti”. Ore 15, indirizzi di saluto di Michele Lissia, sindaco di Pavia e di Francesco Velo, direttore Cirds 900; ore 15.30, introduce e modera Fabio Zucca; ore 16 Matteo Napolitano, “Le elezioni politiche del 1876”; ore 16.30, Pierangelo Gentile, “L’ultimo Vittorio Emanuele II”; ore 17, Riccardo Piccioni, “La crisi politica della Destra liberale. Minghetti e Sella”; ore 17.30, Andrea Ciampani, “Un governo progressista per la trasformazione dei partiti”; ore 18, tavola rotonda con Claudio Bonvecchio, Paola Carlucci, Alfredo Canavero, Fabio Rugge. Sabato 7 novembre, Teatro Sociale di Stradella: “Rappresentanza e rappresentazione: Depretis, leader politico e Presidente del Consiglio. Ore 9.30, saluti istituzionali di Gianpiero Bellinzona, sindaco di Stradella; ore 10, introduce e modera Andrea Ciampani, consiglio direttivo e di consulenza scientifica dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano; ore 10.30, Giacomo Girardi, “Il gabinetto del Presidente del Consiglio”; ore 11, Gabriele Paolini, “Depretis nella stampa elettorale”; ore 11.30, Luciano Maffi, “Stradella: il “banchetto” nazionale del 1882”; ore 12, conclude Pierangelo Lombardi.
(Nella foto: il monumento ad Agostino Depretis a Stradella)