Casa della Carità, la Diocesi di Pavia: “Un percorso di rinnovamento per continuare ad accogliere e servire chi è nel bisogno”

di Simona Rapparelli

COMUNICATO STAMPA

La temporanea sospensione delle attività è necessaria per consentire l’adeguamento della struttura alle normative vigenti. Confermata la volontà di preservarne la vocazione originaria, tutelare i lavoratori e ampliare in futuro la capacità di accoglienza

La Diocesi di Pavia desidera offrire alcuni chiarimenti in merito al futuro della Casa della Carità, una realtà che da molti anni rappresenta un importante punto di riferimento per l’accoglienza delle persone in difficoltà e, in particolare, dei malati e dei loro familiari che raggiungono Pavia per ricevere cure presso le strutture sanitarie cittadine.

La decisione di procedere a una temporanea chiusura della Casa si inserisce in un più ampio percorso di riorganizzazione e valorizzazione delle opere caritative diocesane, nella prospettiva di una gestione sempre più coordinata, sostenibile e rispondente alle necessità delle persone accolte.

In questa direzione si colloca anche l’affidamento della Casa della Carità alla Fondazione Caritas, nell’ambito di una scelta praticata da molte diocesi che mira a rafforzare gli strumenti attraverso i quali la Chiesa locale esercita concretamente la propria missione di servizio.

L’obiettivo è costruire un sistema di accoglienza capace di dialogare sempre più efficacemente con i servizi del territorio, favorendo percorsi di accompagnamento personalizzati per le persone che vivono situazioni di fragilità, disagio o malattia.

La Casa della Carità continuerà a essere fedele alla propria vocazione originaria, quella di offrire un luogo di ospitalità, sostegno e vicinanza a chi deve affrontare un percorso di cura lontano dalla propria abitazione e ai familiari che lo accompagnano. Una missione che affonda le proprie radici nell’intuizione di Mons. Giovanni Volta e che è stata custodita e sviluppata negli anni dai suoi successori.

Per rendere possibile la prosecuzione di questa esperienza, tuttavia, è oggi indispensabile intervenire sulla struttura, adeguandola alle normative vigenti e ai requisiti richiesti per il funzionamento e l’accreditamento dei servizi nell’ambito del Terzo settore.

Si tratta di interventi necessari, che comportano una sospensione temporanea delle attività, ma che potranno consentire, una volta completati, di ampliare significativamente la capacità ricettiva della Casa, con la prospettiva di arrivare ad accogliere fino a 40 persone, anche attraverso specifiche convenzioni con altri enti.

La Diocesi è consapevole del disagio e della sofferenza che questa decisione può suscitare. Proprio per questo desidera ribadire che la chiusura non rappresenta in alcun modo un giudizio negativo sull’operato di quanti hanno guidato e animato la Casa della Carità nel corso degli anni.

Al contrario, il sentimento della comunità diocesana è di profonda riconoscenza nei confronti dei sacerdoti che si sono succeduti nella responsabilità della struttura, da don Lino Ambrosetti, don Giuseppe Orticelli e da don Mauro Astroni, e di tutti i collaboratori che, con dedizione e sensibilità, hanno contribuito a creare quel clima familiare di ascolto, prossimità e accoglienza che costituisce il tratto distintivo della Casa.

Un patrimonio umano e spirituale che la Diocesi intende non soltanto preservare, ma valorizzare anche nella futura organizzazione del servizio.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla situazione del personale. Per espressa volontà del Vescovo di Pavia, Mons. Corrado Sanguineti, è stata posta come condizione essenziale la tutela di tutti i dipendenti, affinché nessuno venga lasciato senza lavoro a seguito della temporanea sospensione delle attività.

Allo stesso modo, il Vescovo ha chiesto che la futura riapertura avvenga nel pieno rispetto dell’identità della Casa della Carità, conservandone le caratteristiche di familiarità, attenzione alla persona e vicinanza concreta alle situazioni di sofferenza.

In un tempo in cui anche le risorse provenienti dall’otto per mille richiedono scelte sempre più attente e responsabili, la Diocesi ritiene fondamentale investire in strutture capaci di coniugare la qualità dell’accoglienza con la sostenibilità e il rispetto delle disposizioni normative.

La temporanea chiusura della Casa della Carità deve dunque essere letta non come la conclusione di un’esperienza, ma come un passaggio necessario per garantirne la continuità e rafforzarne il servizio.

La volontà della Diocesi è chiara: restituire alla città e alle persone più fragili una Casa della Carità rinnovata, capace di accogliere un numero maggiore di ospiti senza perdere quello spirito di umanità e condivisione che, fin dalla sua nascita, ne rappresenta il valore più prezioso.

Diocesi di Pavia – Ufficio Comunicazioni Sociali