Caldo record nei cantieri: “Non è più un’emergenza, la sicurezza deve diventare strutturale”

di Alessandro Repossi

L'allarme di Ust Cisl Pavia-Lodi e Filca: ordinanze tardive, troppe deroghe e regole spesso ignorate. “Acqua fresca, pause e aree d'ombra per evitare malori e incidenti”

Non è più un’emergenza stagionale, ma una nuova realtà con cui il mondo del lavoro deve imparare a convivere. Le ondate di calore che ormai ogni estate investono la provincia di Pavia e la Lombardia rendono sempre più pesanti le condizioni di chi lavora all’aperto, in particolare nei cantieri, ma anche negli stabilimenti industriali privi di adeguati sistemi di raffrescamento. Per la Cisl il problema non è l’assenza di norme, quanto la loro applicazione.

“Ogni anno ci troviamo a rincorrere il caldo, ma ormai il rischio da alte temperature è strutturale e va affrontato con strumenti permanenti”, osserva Barbara Guardamagna, segretaria generale della Ust Cisl Pavia-Lodi. Il riferimento è all’ordinanza regionale che vieta il lavoro all’aperto, nelle giornate a maggior rischio, tra le 12.30 e le 16 nei cantieri, in agricoltura e nelle cave. Un provvedimento importante, secondo il sindacato, ma insufficiente. “L’ordinanza arriva sempre tardi mentre dovrebbe essere automatica, senza essere discussa ogni estate. Inoltre lascia scoperti comparti come logistica, magazzini e rider, che continuano a lavorare in condizioni di forte esposizione al caldo”. Un altro nodo riguarda i cantieri di pubblica utilità, esclusi dal divieto: “Un’ eccezione che rischia di trasformarsi in una scappatoia per non adottare tutte le misure di prevenzione previste dalla normativa sulla sicurezza”.

Guardamagna ricorda che il problema non riguarda soltanto chi lavora sotto il sole. “Nei capannoni industriali più vecchi, dove manca la climatizzazione e i macchinari producono ulteriore calore, stiamo registrando sempre più malori e accessi al pronto soccorso per disidratazione e colpi di calore”. In molte aziende il sindacato sta negoziando la rimodulazione degli orari e dei turni per limitare l’esposizione dei lavoratori nelle ore più critiche.

La situazione è particolarmente delicata nel settore delle costruzioni. “L’ordinanza presenta limiti evidenti – sottolinea Luca Francioli, segretario generale della Filca Cisl Pavia-Lodi -. Se il divieto termina alle 16, dieci minuti dopo la temperatura è praticamente la stessa. Il rischio non scompare con l’orologio”. Secondo Francioli, nei cantieri si continua troppo spesso a sottovalutare il problema: “Troviamo lavoratori a torso nudo, senza copricollo, con l’acqua lasciata per ore sotto il sole. Sono comportamenti che espongono a colpi di calore e, nel tempo, aumentano anche il rischio di malattie professionali, come i tumori della pelle provocati dall’esposizione ai raggi solari”.

Il sindacalista richiama inoltre l’attenzione sul cosiddetto microclima: “Non conta solo la temperatura dell’aria. In uno scavo, all’interno di una struttura in costruzione o sotto una copertura metallica, l’umidità e il calore possono rendere il lavoro pericoloso anche con temperature inferiori ai 35 gradi”. Per questo, spiega, è fondamentale che ogni impresa aggiorni il documento di valutazione dei rischi e coinvolga il medico competente per verificare le condizioni dei lavoratori più esposti.

La Cisl chiede anche maggiori controlli da parte degli enti preposti e una diffusione più capillare della cultura della prevenzione. “Spesso basterebbero misure molto semplici – conclude Francioli -. Acqua fresca, pause, aree d’ombra, dispositivi di protezione adeguati e una migliore organizzazione del lavoro. Sono accorgimenti che costano poco, ma possono evitare infortuni e salvare vite”.

Un impegno che il sindacato porta avanti con campagne informative, convegni e materiale divulgativo rivolto sia ai lavoratori sia alle imprese. Perché, conclude Guardamagna, “con la salute dei lavoratori non si scherza. Le temperature elevate non sono più un’eccezione e la sicurezza non può andare in vacanza. Nel 2025, secondo i dati dell’Inail, in Italia si sono registrati 18 morti sul lavoro provocati dal caldo”.

(Nella foto Barbara Guardamagna, segretaria generale della Ust Cisl Pavia-Lodi, e Luca Francioli, segretario generale della Filca Cisl Pavia-Lodi)