Attualità
Invalidità civile, nuova procedura al via anche in provincia di Pavia
Il supporto di Cisl Pavia/Lodi e Inas per non lasciare soli i cittadini
Dal 1° marzo è entrata in vigore, in fase sperimentale anche nella provincia di Pavia, la nuova procedura per il riconoscimento dell’invalidità civile. Una riforma che, nelle intenzioni del legislatore, punta a semplificare il percorso e a rendere più lineare l’accesso ai diritti, ma che sul territorio sta mostrando criticità significative. Per questo Cisl Pavia/Lodi, insieme al patronato Inas Cisl, ha deciso di rafforzare il proprio impegno per accompagnare i cittadini in tutte le fasi della pratica.
A spiegare il contesto è il segretario generale Marco Contessa, che ricorda come il percorso sia iniziato due anni fa con la decisione del governo di rivedere le modalità di accesso all’invalidità civile. La sperimentazione, avviata nl 2025 in provincia di Brescia, ha evidenziato una gestione fortemente centralizzata in capo all’Inps che ha generato rallentamenti e difficoltà: un vero e proprio “collo di bottiglia” che ha lasciato per mesi molti cittadini senza risposta. “La riforma è stata presentata come un percorso in cui lo Stato segue il cittadino dall’inizio alla fine – osserva Contessa – ma nella realtà una parte rilevante degli adempimenti resta a carico dell’utente”. Dopo il riconoscimento sanitario, infatti, la fase amministrativa rimane spesso scoperta e richiede ulteriori passaggi che non sempre sono chiari, con il rischio concreto di perdere prestazioni o ritardarne l’erogazione.
Un’altra criticità riguarda il certificato medico introduttivo, che non può più essere rilasciato dal medico di base ma solo da professionisti abilitati, con costi che possono diventare un ostacolo. “Si rischia di creare una barriera economica all’accesso – sottolinea Contessa – perché non tutti possono permettersi cifre anche elevate per avviare la pratica”. A questo si aggiunge la scelta organizzativa di concentrare le visite mediche nella sede centrale dell’Inps di Pavia, con evidenti disagi per chi vive nelle aree più periferiche della provincia. Una decisione che il sindacato non condivide, evidenziando le difficoltà di spostamento soprattutto per persone già in condizioni di fragilità.
In questo scenario, il ruolo del patronato diventa centrale. Il patronato Inas Cisl ha infatti riorganizzato i propri servizi per garantire una vera presa in carico, dalla fase iniziale fino alla conclusione dell’iter. “Attraverso i nostri sportelli – spiega Contessa – siamo in grado di seguire l’intera pratica, evitando che il cittadino debba districarsi da solo tra passaggi complessi e spesso poco chiari”.
Un impegno condiviso anche da Dhurata Ignjatic, responsabile territoriale del patronato, che sottolinea come la riforma introduca elementi innovativi importanti, con una maggiore integrazione tra ambito sanitario e sociale. “Si tratta di un passaggio significativo per il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità – evidenzia Ignjatic – ma richiede un accompagnamento adeguato, perché cambia profondamente la gestione tra fase sanitaria e amministrativa”. Proprio per rispondere a queste nuove esigenze, il patronato ha attivato un servizio integrato che comprende anche la possibilità di ottenere il certificato medico introduttivo attraverso professionisti convenzionati, a costi calmierati. “Offriamo un supporto completo – aggiunge Ignjatic – che include l’inserimento dei dati socioeconomici necessari per l’erogazione delle prestazioni. Senza questa parte, la domanda non è realmente completa”.
L’obiettivo è garantire che ogni pratica venga inviata correttamente e senza lacune, riducendo il rischio di ritardi o rigetti. Un lavoro che si rivolge a tutti: lavoratori, pensionati, iscritti e non iscritti, con l’intento di rendere effettivo quel principio di presa in carico che, nella nuova procedura, rischia altrimenti di restare solo teorico.
In attesa che la sperimentazione entri a regime anche negli altri territori – Lodi sarà coinvolta dal 2027 – il messaggio della Cisl è chiaro: senza un supporto qualificato, la complessità del nuovo sistema può trasformarsi in un ostacolo. Con il patronato, invece, può diventare un percorso più accessibile e tutelato. E’ possibile fissare un appuntamento rivolgendosi alle sedi della Cisl presenti sul territorio provinciale (Pavia, Voghera, Vigevano, Mede, Landriano, Corteolona, Casteggio, Mortara, Sannazzaro de’ Burgondi e Broni).
(Nella foto Marco Contessa e Dhurata Ignjatic)