Attualità
Nella chiesa del Carmine di Pavia l’ultimo commosso saluto a Tullio Facchera
Mons. Daniele Baldi: "E' stato una grande figura di riferimento, in città, per il cinema e la solidarietà"
“Tutti noi siamo qui non per rappresentare un’istituzione o un’associazione, ma per salutare un caro amico: il Cavalier Tullio Facchera”. Con queste parole Mons. Daniele Baldi, Vicario generale della Diocesi di Pavia e parroco di Santa Maria del Carmine, ha iniziato oggi, sabato 21 febbraio, la sua omelia per il funerale di Tullio Facchera, apprezzato gestore di sale cinematografiche cittadine (dal Corallo al Politeama) e alla guida della Fondazione intitolata a sua figlia Barbara Fanny, morta nel 2002 all’età di soli 20 anni: una realtà che per un lungo periodo ha accolto con amore i familiari di pazienti curati nelle strutture sanitarie pavesi. La chiesa del Carmine era gremita: tanti amici e conoscenti che hanno voluto salutare Tullio per l’ultima volta e stringersi attorno alla moglie Antonia, al figlio Fulvio e al nipote Andrea. Presenti, oltre a diverse autorità, anche le delegazioni degli Amici dell’Ematologia, dell’UNCI (Unione Nazionale Cavalieri d’Italia) e dell’associazione Figli in Cielo,
Con una delle sue felici intuizioni giornalistiche, il collega e amico Antonio Azzolini aveva definito Facchera “L’Uomo dei Sogni”: grazie alla sua attività, ha fatto “sognare” tante generazioni di pavesi davanti al grande schermo.
In apertura della celebrazione di oggi, Mons. Baldi ha letto un messaggio del Vescovo Corrado Sanguineti. “Ho avuto la gioia di incontrare tante volte Tullio con la sua inseparabile Antonia – ha sottolineato il Vescovo -. In particolare ricordo le numerose visite alla Fondazione intitolata alla figlia Barbara Fanny”.
“Tullio è stato un grande professionista innamorato della sua città – ha ricordato Mons. Baldi nella sua omelia -. Tullio a Pavia era il cinema: prima al Corallo in via Bossolaro, poi al Politeama. Dal 2002, dopo la morte di Barbara Fanny, il suo impegno con Antonia è continuato soprattutto nel segno della solidarietà: grazie a loro è nato un luogo per l’accoglienza dei familiari dei pazienti che non poteva essere definito un pensionato o un semplice ostello, quanto piuttosto una realtà capace di incarnare il vero significato della solidarietà cristiana”.
“Tullio – ha aggiunto Mons. Daniele con parole commosse – per più di 40 anni è stato un mio grande amico: insieme alla sua famiglia ha aiutato tantissimo l’Oratorio del Carmine. Negli ultimi anni la malattia lo ha debilitato, senza però fargli perdere la voglia di lottare per il bene. Negli ultimi giorni mi diceva spesso: ‘voglio andare dalla mia Barbara Fanny’…Arrivederci Tullio, e dal davanzale del Cielo continua a a guardarci e a indicarci la strada, insieme alla tua e nostra Barbara Fanny”.