Socrem Pavia, con “Cavalleria rusticana” il melodramma cambia volto

di Alessandro Repossi

L'incontro è in programma martedì 20 ottobre alle 15 alla Sala Cantoni di via Teodolinda 5 a Pavia

Di Laura Rossi

Con “Cavalleria rusticana” il melodramma italiano cambia volto. Non più soltanto re, regine, nobili e grandi passioni aristocratiche, ma uomini e donne comuni, gelosie, tradimenti e conflitti che appartengono alla vita quotidiana. È questa la rivoluzione che Pietro Mascagni (nella foto) porta sulla scena nel 1890 e che sarà al centro del prossimo incontro (in programma martedì 20 ottobre alle 15 alla Sala Cantoni di via Teodolinda 5 a Pavia) del ciclo dedicato al melodramma, promosso dalla Socrem di Pavia e condotto dal maestro Walter Casali. “Cavalleria rusticana rappresenta uno spartiacque nella storia dell’opera italiana, proprio come Maria Callas lo sarà, molti anni dopo, sul piano dell’interpretazione scenica”, spiega Casali. Il riferimento è al precedente appuntamento dedicato al confronto tra Callas e Tebaldi. Due momenti diversi, accomunati dalla capacità di modificare profondamente il modo di concepire e rappresentare l’opera lirica. Con Mascagni irrompe sulla scena il verismo, già affermatosi in letteratura grazie ad autori come Giovanni Verga. I protagonisti non appartengono più a un mondo lontano, ma sono persone comuni, alle prese con passioni e rivalità che possono sfociare nella tragedia. “È una vera rivoluzione. Cavalleria inaugura l’ultimo grande periodo d’oro del melodramma italiano, al quale seguiranno opere come La Bohème di Puccini”. La vicenda, ambientata in un paese siciliano, si sviluppa nell’arco di una sola giornata. Turiddu torna dal servizio militare e scopre che Lola, la donna amata, ha sposato Alfio, un carrettiere. Per suscitare la gelosia dell’ex fidanzata, intreccia una relazione con Santuzza, ma il tentativo finisce per riavvicinarlo proprio a Lola. Quando Santuzza rivela ad Alfio il tradimento della moglie, la situazione precipita fino al duello nel quale Turiddu perde la vita. Una trama essenziale, sostenuta da una scrittura musicale intensa. “È un’ora e mezza di cascate sonore. La musica aderisce completamente alle parole e all’azione, senza le interruzioni e i pezzi chiusi che caratterizzavano buona parte del melodramma precedente”, osserva Casali. Il racconto procede così in un flusso continuo, nel quale orchestra, canto e tensione drammatica diventano inseparabili. Tra le pagine più celebri figura l’Intermezzo sinfonico, sul quale il maestro si soffermerà durante l’incontro, ricordando anche l’ammirazione che questa musica suscitò in Gustav Mahler. Ma Casali promette di raccontare anche un episodio meno conosciuto, quello della lunga controversia giudiziaria tra Mascagni e Giovanni Verga. Il compositore aveva infatti tratto la propria opera dal lavoro dello scrittore siciliano senza averne preventivamente ottenuto l’autorizzazione. Il successo travolgente di Cavalleria rusticana spinse Verga a rivendicare i propri diritti, avviando una causa che si concluse con un consistente risarcimento economico da parte di Mascagni e dell’editore Sonzogno. “Più l’opera aveva successo, più Verga insisteva nella sua richiesta”, racconta Casali, ricordando come la popolarità della versione musicale avesse finito per mettere in ombra, almeno in parte, l’opera letteraria originale. Sarà dunque un incontro che intreccia ascolto, racconto e curiosità storiche, secondo l’impostazione scelta da Casali per il ciclo Socrem: avvicinare il pubblico al melodramma non soltanto attraverso le grandi pagine musicali, ma anche attraverso le vicende umane e artistiche che ne hanno accompagnato la nascita.