Attualità
Socrem Pavia, torna il ciclo di incontri sul melodramma
Walter Casali racconta Maria Callas e Renata Tebaldi
Di Laura Rossi
Dopo il successo dello scorso anno, torna il ciclo di incontri promosso dalla Socrem e dedicato al melodramma e ai suoi grandi protagonisti. L’analoga iniziativa proposta nella passata edizione aveva registrato una partecipazione molto alta, con tutti gli appuntamenti seguiti da un pubblico numeroso. Un risultato che ha spinto l’associazione, presieduta da Mario Spadini, a riproporre il progetto, con l’obiettivo di consolidare un rapporto con i cittadini che vada oltre la semplice iscrizione alla Socrem. A guidare gli incontri sarà ancora una volta il maestro Walter Casali, che parte da un’idea precisa: riportare il melodramma alla sua originaria dimensione popolare e renderlo accessibile anche a chi non possiede una preparazione musicale specifica. “Il melodramma storicamente è sempre stato un’arte popolare, molto popolare” spiega Casali. “Si racconta addirittura che Verdi facesse chiudere le porte durante le prove perché i falegnami e gli operatori del teatro imparavano a memoria le arie più famose e poi le cantavano nelle osterie. È da questa storia che nasce il mio obiettivo: riportare il melodramma a una dimensione popolare, come è sempre stata.” Non quindi una lezione riservata agli esperti, ma un’occasione di condivisione e di ascolto, costruita per permettere a tutti di avvicinarsi alla lirica e di comprenderne alcuni aspetti attraverso esempi concreti. Il nuovo ciclo si apre martedì 13 ottobre, alle 15 nella Sala Cantoni di via Teodolinda 5 a Pavia, con due figure che hanno segnato la storia dell’opera del Novecento: Maria Callas e Renata Tebaldi (nella foto), protagoniste dell’incontro dedicato a “due voci leggendarie a confronto”. Un accostamento che inevitabilmente richiama anche la rivalità tra le due cantanti, a lungo raccontata dai giornali e trasformata quasi in un elemento della loro immagine pubblica. “Oggi Callas e Tebaldi vengono spesso ricordate proprio per questa contrapposizione” osserva Casali. “Qualcosa certamente ci fu, ma molto dipese dalle circostanze e dal mondo che ruotava intorno ai grandi teatri e alle agenzie. Tebaldi era alla Scala e, con l’arrivo della Callas, trascorse alcuni anni soprattutto in America, per poi tornare. In ogni caso stiamo parlando di due voci di altissimo livello e di due personalità altrettanto grandi.” Profondamente diverse erano anche le loro vite. Maria Callas divenne una figura conosciuta ben oltre il pubblico della lirica: la trasformazione della sua immagine, l’eleganza e soprattutto la relazione con Aristotele Onassis contribuirono a farne un personaggio seguito anche dalla stampa internazionale. Renata Tebaldi ebbe invece una vita pubblica molto più riservata. “Come persone erano quasi agli antipodi” sottolinea Casali, “mentre nel canto sono state entrambe grandissime interpreti.” L’incontro cercherà dunque di spostare l’attenzione dalla rivalità alla musica, mettendo direttamente a confronto alcune loro interpretazioni. Casali utilizzerà un metodo semplice e immediato: ai partecipanti saranno consegnate fotocopie di due o tre brani, sui quali saranno evidenziati i passaggi delle rispettive interpretazioni. “Metterò tutti i segni relativi alla Callas e poi quelli della Tebaldi” spiega. “Chi avrà davanti lo spartito, anche senza sapere nulla di musica, attraverso la spiegazione di quei segni potrà capire a grandi linee le differenze tra le due interpretazioni. Sono due voci molto belle, ma diverse sotto tanti aspetti.” È proprio questa la formula che Casali vuole proporre: fornire poche chiavi di lettura, comprensibili a tutti, per ascoltare con maggiore consapevolezza senza trasformare l’appuntamento in una lezione tecnica. “Mi sembrava giusto iniziare con un confronto così bello per chi ama la lirica”, conclude il maestro. Un primo appuntamento che riprende quindi lo spirito del ciclo precedente: raccontare il melodramma attraverso le sue voci, le sue storie e soprattutto l’ascolto, riportandolo vicino a quel pubblico al quale, nella sua lunga storia, è sempre appartenuto.