Attualità
“SOS RISO”, a Pavia l’allarme della risicoltura: “Prezzi crollati fino al 60%”
Un grido d’allarme ma anche una proposta concreta per salvaguardare la risicoltura italiana. Si è svolto nella mattinata di venerdì 29 maggio, al Mercato Coperto di Campagna Amica di Coldiretti Pavia, il convegno “SOS RISO”, molto partecipato e seguito da produttori, operatori del settore e cittadini.
A moderare l’incontro è stato il giornalista di “Libero” Attilio Barbieri. Tra i relatori il senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Cultura del Senato, collegato da remoto, la presidente di Coldiretti Pavia Silvia Garavaglia, Lorenzo Galbiati presidente di Adiconsum, Emanuele Occhi responsabile nazionale Coldiretti settore cereali e Matteo Biagini, marketing manager di BF Agro Industriale.
“È un momento davvero critico per la risicoltura italiana e quindi anche per noi produttori”, ha spiegato Silvia Garavaglia. Una crisi dovuta a diversi fattori: da una parte l’aumento dei costi di produzione – caro gasolio, fertilizzanti, energia e sementi – e dall’altra il crollo dei prezzi riconosciuti al risone in un mercato stabile e con pochi scambi.
Particolarmente pesanti i ribassi registrati nell’ultimo anno: il Carnaroli e i risi similari hanno perso circa il 50%, Arborio e Volano il 46,8%, Baldo e similari il 42,8%, mentre il lungo B ha registrato un calo del 41,8%.
“La situazione è grave soprattutto per varietà storiche e identitarie della nostra risicoltura pavese come Carnaroli, Arborio, Roma e Vialone Nano”, ha sottolineato Garavaglia, denunciando anche “l’aumento costante di importazioni dal Sud Est asiatico con risi che competono in maniera sleale”.
Tra i temi affrontati anche quello della trasparenza verso il consumatore. “Le importazioni sono selvagge – ha dichiarato Lorenzo Galbiati di Adiconsum – e spesso il riso importato non rispetta gli standard qualitativi e di sicurezza italiani. Servono etichette che orientino il consumatore, che poi sarà libero di scegliere ma in maniera informata”.
Su questo fronte si inserisce il progetto illustrato da Matteo Biagini di BF Agro Industriale attraverso il marchio “Le Stagioni d’Italia”: confezioni di riso dotate di QR code personalizzato che consente di ricostruire tutta la filiera, dal campo alla tavola. “Ogni confezione ha una vera e propria carta d’identità agrodigitale – ha spiegato – che permette anche di visitare virtualmente l’azienda agricola da cui proviene il prodotto”.
Al termine del convegno si è svolta una degustazione di risotto presso il Mercato Coperto, che per l’occasione ha aperto alcuni stand dedicati alla vendita diretta di riso, frutta e verdura del territorio.
(Nella foto da sinistra: Attilio Barbieri, Silvia Garavaglia, Emanuele Occhi, Matteo Biagini, Lorenzo Galbiati)