Alleanza Verdi e Sinistra: “no al nuovo data center a Certosa di Pavia”

di Alessandro Repossi

Luca Testoni e Marcello Modini: "massima contrarietà al progetto"

Alleanza Verdi e Sinistra Pavia esprime in una nota “la massima contrarietà al progetto di costruzione di un nuovo data center a Certosa di Pavia, che porterebbe solamente a nuovo consumo di suolo vergine”.

“Si sta valutando infatti la costruzione di un enorme data center su terreni agricoli – sottolineano nel comunicato Luca Testoni (nella foto), segretario provinciale di Sinistra Italiana Pavia, e Marcello Modini, responsabile lavoro di Sinistra Italiana Pavia -: è un errore che pagheremo per decenni e che non porterà, come qualcuno tenta di affermare, nuovi posti di lavoro. Un Data Center occupa ettari di terreno ma impiega pochissime persone (circa 15-25 tecnici), si tratta insomma dell’attività con il minor numero di occupati per metro quadro. Un Data Center diventa inoltre tecnologicamente obsoleto in soli 15-20 anni, mentre per reggere i server servono basi in cemento armato che uccidono il suolo per sempre. I costi di smantellamento di una struttura simile ammontano tra i 2 e i 4 milioni di euro. Chi pagherà per riportare quei campi all’agricoltura?”.

“Anziché cementificare – affermano Testoni e Modini -, bisogna puntare sulla valorizzazione del territorio, rendendo l’area parte integrante del Parco Agricolo Nord Pavia, creando corridoi ecologici, agricoltura di qualità e tutela del paesaggio, non una distesa di condizionatori e cemento che consuma acqua e suolo. Anziché produrre nuovo consumo di suolo, la tecnologia deve essere sviluppata su aree industriali dismesse. Esigiamo trasparenza sui costi di smaltimento e tutela della nostra vocazione agricola”.