Attualità
Don Alessandro Zaliani ordinato diacono in Cattedrale a Pavia
Articolo di Marco Laluce
Sabato 26 settembre, nella splendida cornice della Cattedrale di Pavia, don Alessandro Zaliani, 43 anni, originario di Bornasco, è stato ordinato diacono. La celebrazione, presieduta dal Vescovo Mons. Corrado Sanguineti, si è svolta alle 10 davanti a familiari, amici, sacerdoti e ad una folta rappresentanza del Seminario di Bergamo, tra educatori e seminaristi.
La celebrazione ha seguito il consueto ordine della liturgia: dopo la presentazione del candidato e l’omelia del Vescovo, don Alessandro si è prostrato a terra al canto delle Litanie dei Santi, per poi ricevere l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del Vescovo Corrado, il gesto che, nella tradizione della Chiesa, conferisce il grado del diaconato, primo grado del sacramento dell’Ordine. Sono seguiti i riti esplicativi: la vestizione con la stola e la dalmatica, con l’aiuto del parroco di Bornasco, don Daniele Sacchi, la consegna del Libro dei Vangeli e l’abbraccio di pace scambiato con il Vescovo e con i diaconi presenti in presbiterio. Nella parte centrale della S. Messa, il neo-diacono don Alessandro ha svolto per la prima volta il servizio liturgico proprio del suo nuovo ministero, assistendo all’altare durante la presentazione dei doni.
Laureato in Giurisprudenza all’Università di Pavia, Alessandro Zaliani ha lavorato per dodici anni in banca prima di intraprendere il cammino che lo ha condotto all’ordinazione. Una ricerca nata già negli anni universitari e approfondita nel tempo attraverso i corsi vocazionali di Assisi e il percorso delle “10 Parole”. Attualmente al sesto anno di teologia, ha svolto il proprio percorso di formazione tra il Seminario di Pavia, il Seminario di Lodi e, negli ultimi anni, quello di Bergamo.
Nell’ultimo anno ha prestato servizio pastorale nel Centro Città, ha collaborato con la Pastorale Universitaria e Vocazionale e con il MoChi, mentre, dopo l’ordinazione, proseguirà gli studi teologici a Bergamo per il Baccalaureato, accompagnerà al giovedì il percorso delle “10 Parole” in Seminario e sarà presente nei fine settimana nella parrocchia di Vidigulfo, dove è da poco parroco don Fabio Curti.
Nell’omelia, il Vescovo Sanguineti ha preso spunto dal versetto che lo stesso don Alessandro ha scelto per il ricordo dell’ordinazione – “Io sto in mezzo a voi come colui che serve” (Lc 22,27) – per illustrare il senso profondo del ministero diaconale, richiamando il gesto della lavanda dei piedi e il compimento di quel servizio nel dono di sé sulla croce. Il Vescovo ha inoltre richiamato il passo evangelico della disputa tra i Dodici su chi fosse da considerarsi più grande, sottolineando come Cristo capovolga questa logica di potere, indicando nel servizio – non nel dominio – la vera grandezza.
Rivolgendosi direttamente al nuovo diacono, il Vescovo ha ripercorso il cammino di discernimento e formazione che lo ha condotto fin qui e facendo riferimento a un’intervista di don Alessandro pubblicata proprio sul nostro settimanale, nella quale aveva espresso, insieme alla gioia, anche la trepidazione per il passo che si accingeva a compiere, il Vescovo ha commentato questo sentimento come segno di autenticità, non come motivo di timore: “Che tu senta tremore e timore è un segno positivo, significa che fai questo passo con grande umiltà e sincerità di cuore”. Richiamando la storia degli apostoli – scelti da Gesù non perché migliori degli altri, ma capaci comunque di generare, attraverso i propri limiti, una realtà nuova nel mondo – Mons. Sanguineti lo ha invitato a non temere: “Dio, da parte sua, non viene meno ed è capace di portare a compimento la sua opera in te”.
Il diacono don Alessandro può essere, da oggi ancora di più, esempio per tanti giovani che, guardando a lui e al suo coraggio, potranno farsi ispirare da grandi interrogativi, in ricerca di Colui che è principio di ogni vocazione.