Il messaggio del Vescovo Corrado al mondo della scuola per l’inizio del nuovo anno scolastico 2026-27

di Simona Rapparelli

Carissimi bambini, ragazzi e giovani, cari genitori, cari docenti e personale delle scuole,

Sono giorni in cui si rianimano le aule dei vostri istituti, con la ripresa dell’attività scolastica: si apre un nuovo anno, un’opportunità e un tempo prezioso per la crescita delle nuove generazioni.

Non mancano fatiche e criticità nella scuola italiana, statale e paritaria, con interrogativi e sfide che si pongono nella delicata opera dell’insegnamento e della formazione, nel rapporto con i genitori, primo soggetto responsabile dell’educazione dei figli, nell’accompagnare i bambini e i ragazzi nel loro cammino di crescita.

Educare è un’opera complessa che mette in gioco la nostra umanità, perché, come adulti, come genitori e docenti, come educatori, in ogni ambito formativo – familiare, scolastico, ecclesiale, sportivo e associativo – noi comunichiamo inevitabilmente ciò che siamo, ciò che stimiamo importante, ciò che dà senso e orizzonte alla vita.

Così il tempo che viviamo nelle aule scolastiche non è un tempo vuoto, a volte sopportato dai nostri studenti, se diviene tempo e spazio per sviluppare personalità serene e positive, che sappiano accogliere anche i loro limiti e fragilità come una risorsa della loro umanità e non come un problema, per acquisire preparazione e competenze che li aprano alla conoscenza intelligente della realtà e alle future responsabilità, per diventare persone capaci di vivere relazioni buone tra loro, tra ragazzi e ragazze, rapporti d’accoglienza, di rispetto, di vera fraternità, di amicizia autentica, rapporti gratuiti e non di possesso, di superficiale complicità o, peggio, di violenza, più o meno espressa.

Una delle nuove frontiere che si stanno aprendo per coloro che operano nel mondo della scuola è la valorizzazione delle opportunità connesse allo sviluppo dell’intelligenza artificiale con le sue grandi potenzialità e i rischi non ancora pienamente valutati, anche nel suo utilizzo in ambito scolastico.

Credo che, in questo orizzonte, la riflessione che Papa Leone XIV offre nella sua enciclica Magnifica humanitas, «sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale» abbia molto da dire a chi vive l’esperienza scolastica: a voi dirigenti e docenti, a voi studenti, soprattutto della scuola superiore di primo e secondo grado, a voi genitori. In particolare, lasciamoci tutti provocare dal suo invito a non smarrire il senso della nostra “magnifica umanità”: «Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani, custodendo con amore quella magnifica umanità che ci è stata donata e mostrata nella sua pienezza in Cristo, e che nessuna macchina potrà mai sostituire nel suo splendore» (n. 15).

Che le nostre scuole siano sempre più luoghi dove si ama e si custodisce questa “magnifica umanità” che si riflette nel volto e nello sguardo di ogni persona, dal piccolo della scuola d’infanzia al giovane degli ultimi anni delle superiori: con questo desiderio auguro a tutti che l’anno scolastico che si apre sia un tempo fecondo di vita e di crescita.

Pavia, 14 settembre 2026

                                                                                                          + Corrado Sanguineti

                                                                                                                vescovo di Pavia