Attualità
Caldo, siccità e costi alle stelle: l’allarme della Cisl sull’agricoltura pavese
Marco Contessa, segretario generale della Cisl Pavia-Lodi: “Non servono interventi una tantum, ma investimenti strutturali”
L’emergenza caldo riporta al centro il tema della tutela dei lavoratori, ma anche le difficoltà di uno dei comparti più importanti dell’economia pavese: l’agricoltura. A lanciare l’allarme, in un’intervista a “il Ticino” che proponiamo anche ai lettori del nostro sito, è Marco Contessa (nella foto), segretario generale della Cisl Pavia-Lodi. “Quando si parla di caldo estremo, il primo pensiero va alla salute e alla sicurezza di chi lavora”, osserva Contessa. “Le ordinanze emanate da Regione Lombardia rappresentano un supporto importante, ma dobbiamo prendere atto di una realtà: non siamo più di fronte a un’emergenza occasionale. Le ondate di calore stanno diventando una condizione sempre più frequente e occorre individuare criteri chiari e stabili. Abbiamo strumenti giuridici e regole che consentono di intervenire. Il punto è farli rispettare”.
L’emergenza dell’acqua
Se nei cantieri il problema si traduce soprattutto in una questione di sicurezza, nelle campagne il caldo si intreccia con una serie di criticità che rischiano di compromettere la tenuta di un settore strategico per la provincia di Pavia. “Lavorare nei campi durante l’estate è sempre più difficile”, sottolinea Contessa. “Occorre garantire la protezione dei lavoratori, ma anche affrontare le conseguenze che le alte temperature producono sulle coltivazioni e sull’intero sistema produttivo”.
La prima emergenza resta quella dell’acqua. La siccità continua a rappresentare una minaccia concreta per molte produzioni agricole e impone una riflessione sulla gestione delle risorse idriche: “È necessario programmare gli interventi e garantire un approvvigionamento adeguato per l’irrigazione. Servono opere e strumenti che consentano di regolare il deflusso delle acque e assicurare alle aziende agricole le risorse necessarie per coltivare i terreni”.
Gli eventi meteorologici estremi
A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono gli eventi meteorologici estremi. In provincia di Pavia, anche quest’estate, le grandinate hanno colpito più volte le campagne provocando danni alle colture e preoccupazione tra gli imprenditori agricoli. “Non possiamo limitarci a contare i danni una volta che si sono verificati”, afferma Contessa. “Bisogna investire nella prevenzione e mettere le aziende nelle condizioni di proteggere il proprio lavoro”.
Secondo il sindacalista, le difficoltà del comparto agricolo non derivano però soltanto dal clima. A pesare sono anche fattori economici esterni, a partire dagli effetti delle guerre e dall’aumento dei costi energetici. “Pensiamo all’impatto che ha avuto il rincaro del gasolio”, evidenzia. “Per un agricoltore i mezzi agricoli sono indispensabili e non esistono vere alternative all’utilizzo del carburante. Ogni aumento dei prezzi si traduce in un aggravio immediato dei costi di produzione”. Una situazione che, in molti casi, mette in discussione la stessa continuità aziendale: “Ci sono imprese agricole che iniziano a chiedersi se proseguire o meno l’attività. Il problema è particolarmente sentito dove manca il ricambio generazionale. Se non si creano le condizioni per rendere sostenibile il lavoro agricolo, il rischio è quello di assistere a un progressivo abbandono delle attività”.
“Un patrimonio che va difeso”
Le conseguenze andrebbero ben oltre l’aspetto economico. La provincia di Pavia, infatti, è uno dei principali territori agricoli della Lombardia e del Nord Italia. “Parliamo di un patrimonio che va difeso”, sottolinea Contessa. “Se l’agricoltura arretra, il rischio è l’abbandono di ampie aree del territorio, con effetti che possono tradursi in dissesto idrogeologico, degrado ambientale e perdita di presidio del territorio”. Il segretario generale della Cisl Pavia-Lodi chiede un cambio di passo da parte delle istituzioni: “L’agricoltura merita più attenzione e più sostegno. Non bastano gli indennizzi dopo le emergenze. Servono investimenti strutturali, interventi sulle infrastrutture idriche, misure per contenere i costi energetici e un accesso più semplice alle risorse europee. Regione Lombardia e Stato devono considerare il comparto agricolo una priorità”.
Il messaggio finale è chiaro: la sfida non riguarda soltanto gli agricoltori, ma l’intero territorio. “L’agricoltura è una componente essenziale dell’economia pavese. Sostenere questo settore significa investire nel lavoro, nella sicurezza alimentare, nella tutela dell’ambiente e nel futuro della nostra provincia”.