Nasce il Fondo “Istoria Bona-Respighi”: memoria e cultura per Vigevano e Lomellina

di Alessandro Repossi

E' stato attivato alla Fondazione della Comunità della Provincia di Pavia

di Laura Rossi

È stato presentato oggi, giovedì 5 febbraio, nella sede di via Perelli 11 a Pavia, il “Fondo Progetto Istoria Ferdinando Bona – Carlo Respighi”, ventesimo fondo attivato alla Fondazione della Comunità della Provincia di Pavia. L’iniziativa nasce per volontà della Società Storica Vigevanese in occasione del trentacinquesimo anniversario dalla fondazione dell’associazione e intende onorare la memoria di due suoi presidenti e fondatori: il professor Ferdinando Bona, ordinario di Diritto Romano all’Università di Pavia, e il ragionier Carlo Respighi, già direttore della Banca Popolare di Abbiategrasso. Il Fondo si propone come strumento operativo per sostenere progetti dedicati alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale di Vigevano e della Lomellina. Tra le finalità figurano l’organizzazione di conferenze e mostre, la pubblicazione di studi e atti di convegni, oltre a interventi di restauro e conservazione di beni artistici, documenti, manoscritti e archivi. Alla conferenza stampa sono intervenuti Giovanni Borroni, presidente della Società Storica Vigevanese, e Giancarlo Albini, presidente della Fondazione della Comunità della Provincia di Pavia, che hanno illustrato obiettivi e prospettive del nuovo strumento erogativo. Tra i presenti anche il Vescovo di Vigevano, mons. Maurizio Gervasoni, e Carlo Rabai, segno di una partecipazione ampia e trasversale attorno a un progetto che mette al centro identità culturale e memoria collettiva. Tra i progetti annunciati figurano inoltre la creazione di un archivio delle voci dedicato al professor Angelo Stella e la valorizzazione dell’archivio di scrittura popolare. Il Fondo, privo di fini di lucro, si inserisce nel percorso di impegno trentennale della Società Storica Vigevanese e rafforza il ruolo della Fondazione come punto di riferimento per la promozione culturale del territorio, con l’obiettivo di trasformare la memoria storica in opportunità di crescita condivisa.

(Nella foto, da sinistra, Giovanni Rabai, Mons. Maurizio Gervasoni, Giancarlo Albini e Giovanni Borroni)