Attualità
“L’Empireo” e “La coscienza di Zeno” i primi due spettacoli di prosa del 2026 al Fraschini di Pavia
Sono in programma in Teatro dal 23 al 25 gennaio e dal 6 all'8 febbraio
Il Teatro Fraschini di Pavia prosegue la propria stagione di prosa con due spettacoli di straordinario spessore artistico e civile, capaci di mettere in dialogo epoche, linguaggi e sensibilità diverse, ma unite da una medesima urgenza: interrogare l’essere umano nei suoi rapporti con il potere, la legge, il corpo e la coscienza. “L’Empireo” (The Welkin) di Lucy Kirkwood e “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo compongono un dittico ideale che attraversa la dimensione collettiva e politica del vivere insieme e quella intima, fragile e contraddittoria dell’individuo moderno.
“Con ‘L’Empireo’ e ‘La coscienza di Zeno’ – commenta Francesco Nardelli, direttore generale del Fraschini – il Teatro Fraschini conferma la propria vocazione a una prosa di alto profilo artistico e culturale, capace di mettere in dialogo i grandi testi della tradizione e della drammaturgia contemporanea con le urgenze del nostro tempo. Due spettacoli molto diversi tra loro, ma accomunati da una profonda tensione etica e conoscitiva: da un lato il corpo e la legge, il potere e la giustizia declinati al femminile; dall’altro l’indagine intima e universale della coscienza moderna. È un teatro che non si limita a rappresentare, ma che interroga, provoca, invita lo spettatore a una partecipazione critica e consapevole. Una direzione artistica che ribadisce il ruolo del Fraschini come luogo di pensiero, di confronto e di responsabilità culturale”.
Il primo appuntamento del nuovo anno con la prosa è per il 23, 24 e 25 gennaio con “L’Empireo” (The Welkin) di Lucy Kirkwood, con la regia di Serena Sinigaglia.
Opera monumentale, corale e profondamente contemporanea, L’Empireo è uno dei testi più incisivi della drammaturgia europea degli ultimi anni. Ambientato nell’Inghilterra rurale del Settecento, nel marzo del 1759, lo spettacolo prende avvio da un fatto giuridico che si trasforma immediatamente in questione etica e politica: una giovane donna, condannata per omicidio, si dichiara incinta e non può essere giustiziata senza una verifica. Dodici donne vengono convocate a formare una giuria incaricata di stabilire la verità. Da quella decisione dipende la vita o la morte dell’imputata. All’interno di questo microcosmo femminile, Lucy Kirkwood costruisce una drammaturgia di straordinaria forza, capace di far emergere i grandi nodi che attraversano la storia delle donne di ogni epoca: il controllo del corpo femminile, l’iniquità di una legge scritta dagli uomini, la marginalizzazione del sapere delle donne, il conflitto tra scienza, superstizione, religione e potere. Il cielo – l’“empireo” – incombe come una presenza luminosa ma impotente, mentre sulla terra si consuma un giudizio che rivela tutta la fragilità e la violenza dell’ordine umano.
Il 6, 7 e 8 febbraio è la volta de “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo, per la regia di Paolo Valerio con Alessandro Haber. Capolavoro fondativo della letteratura del Novecento, La coscienza di Zeno torna sulle scene in un nuovo allestimento firmato da Paolo Valerio, che restituisce tutta la modernità e la forza perturbante del romanzo di Italo Svevo. Opera centrale della cultura europea, il testo continua a parlare al presente con sorprendente lucidità, indagando i meccanismi della coscienza, dell’autoinganno e dell’inquietudine esistenziale.