Il Natale rovescia la logica del potere: il messaggio del Vescovo Sanguineti nelle celebrazioni in Duomo

di Simona Rapparelli

Un Natale che parla al presente, capace di smascherare le logiche del potere e di riaccendere la speranza: è il cuore del messaggio affidato dal Vescovo di Pavia, mons. Corrado Sanguineti, nelle celebrazioni della Notte e del Giorno di Natale presiedute in Duomo.

Nella Messa della Notte, il Vescovo ha preso le mosse dal racconto evangelico del censimento voluto da Cesare Augusto, sottolineando il forte contrasto tra “la forza dei numeri, delle terre, dei popoli soggetti a Roma” e la nascita di Gesù, “un piccolo bimbo, inerme e fragile, che nasce nella periferia dell’impero”. Dio entra nella storia in modo discreto, scegliendo la povertà e l’umiltà, lontano da ogni logica di potere.

Un contrasto che interpella anche il nostro tempo, segnato da poteri politici, economici e finanziari e da nuove forme di controllo, come gli algoritmi e le intelligenze artificiali. “Abbiamo l’impressione, a volte, di essere sempre meno liberi”, ha osservato il Vescovo, ma ha anche ribadito che “anche se il potere dei numeri sembra più forte, non è così”. Nel silenzio della notte di Betlemme nasce una presenza nuova, destinata a cambiare la storia dall’interno.

Nella Messa del Giorno di Natale, mons. Sanguineti ha richiamato con forza il centro della fede cristiana, annunciato dal prologo del Vangelo di Giovanni: “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Gesù non è solo un grande uomo o un maestro morale, ma “il Figlio del Dio vivente, vero uomo e vero Dio”, incarnato per la salvezza dell’umanità.

Un richiamo particolarmente significativo nell’anno in cui ricorrono i 1700 anni dal Concilio di Nicea, che definì la fede della Chiesa in Cristo, e nel contesto del Giubileo della speranza ormai al termine. “Al centro del Credo – ha ricordato il Vescovo citando Papa Leone XIV – campeggia la professione di fede in Gesù Cristo, nostro Signore e Dio”.

Il Giubileo si chiude, ma non la speranza: “la speranza ha il volto di Cristo”, ha concluso mons. Sanguineti, una presenza viva e concreta che continua a farsi incontrare nella vita della Chiesa. È questa la forza del Natale: la certezza che Dio ha scelto di abitare la nostra storia, per non lasciarci soli e aprirci alla vita piena.