Attualità
Legge finanziaria, la Cisl sceglie il confronto: il 7 novembre a Genova il primo incontro
Marco Contessa (segretario della Ust Cisl Pavia-Lodi): “Non aderire allo sciopero non significa ignorare le difficoltà di lavoratori e famiglie”
La Cisl sceglie la strada del confronto con il Governo sulla legge finanziaria, attraverso tre grandi iniziative pubbliche. Il primo appuntamento è fissato per sabato 7 novembre, dalle 10 alle 13, al Palasport di Genova, dove si svolgerà un confronto con le regioni del Nord. Seguiranno un’iniziativa dedicata alle regioni del Sud e, a dicembre, un appuntamento nazionale a Roma. A Genova sarà presente Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, che illustrerà le valutazioni e le proposte della Confederazione sulla manovra.
Una scelta che distingue la posizione della Cisl da quella della Cgil, che ha proclamato uno sciopero generale per il prossimo 20 novembre. “Abbiamo preferito seguire la strada del confronto – spiega Marco Contessa (nella foto), segretario generale della Ust Cisl Pavia-Lodi –. Quando è stato proclamato lo sciopero, il testo della legge finanziaria non era ancora stato reso noto. Riteniamo importante entrare nel merito delle misure e avanzare proposte, chiedendo al Governo di correggere gli aspetti che non condividiamo”. “Non aderire allo sciopero – precisa Contessa – non significa non rendersi conto delle difficoltà di lavoratori e famiglie”.
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Ecco il comunicato diffuso oggi, venerdì 6 novembre, dalla Cisl Pavia-Lodi:
“Anche la Cisl Pavia Lodi sarà presente con le proprie delegate e i propri delegati alla mobilitazione nazionale del 7 novembre al Palasport di Genova. Un appuntamento per chiedere miglioramenti alla Legge di Bilancio e rilanciare la proposta di un Patto sociale per il lavoro, la crescita e la coesione del Paese, portando all’attenzione nazionale anche le esigenze dei territori di Pavia e Lodi.
La Cisl esprime una valutazione articolata sulla manovra economica del Governo. Accanto ad alcune misure positive, come la riduzione dell’Irpef per il ceto medio, la detassazione degli aumenti contrattuali e dei premi di produttività, permangono criticità importanti che richiedono interventi correttivi durante l’iter parlamentare.
Tra le principali criticità figurano le misure sulle pensioni, che rischiano di penalizzare ulteriormente il potere d’acquisto dei pensionati, e le disparità fiscali tra lavoratori dipendenti e autonomi con l’innalzamento della flat tax a 100.000€, che richiedono interventi per garantire maggiore equità.
Particolarmente critica è la valutazione sui tagli previsti per la scuola, con la riduzione di circa 7mila posti di lavoro, una scelta che la Cisl chiede di ritirare. Anche sulla sanità pubblica, pur riconoscendo alcune risorse aggiuntive, servono interventi strutturali per affrontare le liste d’attesa, la carenza di personale e le difficoltà di accesso alle prestazioni.
Resta centrale il tema del potere d’acquisto di salari e pensioni, ancora fortemente condizionato dal costo della vita. Per la Cisl è necessario sostenere la contrattazione, rafforzare le retribuzioni e investire nella crescita, nell’occupazione e nel sistema produttivo.
Per la Cisl Pavia Lodi queste non sono questioni astratte, ma problemi che emergono quotidianamente dal confronto con lavoratrici, lavoratori, pensionati e famiglie del territorio. Il caro vita incide sempre più sui bilanci familiari, mentre le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, le liste d’attesa e i bisogni di assistenza di una popolazione che invecchia richiedono un rafforzamento dei servizi pubblici e della rete sociosanitaria.
La mobilitazione del 7 novembre si inserisce nella campagna nazionale “Il Patto che unisce. Lavoro, salari, welfare, pensioni per lo sviluppo”, attraverso la quale la CISL rilancia la proposta di un Patto sociale che coinvolga Governo, forze politiche, rappresentanze delle imprese e organizzazioni sindacali su obiettivi strategici condivisi, capaci di guardare oltre la singola legislatura.
La partecipazione della Cisl Pavia Lodi a Genova rappresenta quindi la volontà di dare voce alle esigenze del territorio, collegando le grandi scelte economiche nazionali ai problemi concreti delle persone. Una mobilitazione che parte dai luoghi di lavoro e dalle comunità locali e che sceglie il confronto, la contrattazione e la responsabilità come strumenti per ottenere risultati concreti”.