La forma del ritratto, al Broletto di Pavia 25 sguardi sul mondo attraverso il reportage

di Alessandro Repossi

Dal 30 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 la mostra della seconda edizione del progetto curato da Denis Curti. Oltre 230 candidature alla call internazionale

Di Laura Rossi

Sono 25 i fotografi selezionati per la seconda edizione de “La forma del ritratto”, il progetto promosso dall’Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Pavia e curato da Denis Curti con il team di Still. I loro lavori saranno esposti dal 30 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 nello Spazio per le Arti Contemporanee del Broletto, in una mostra dedicata al reportage e alla fotografia documentaria. A illustrare i risultati della open call internazionale è stato lo stesso Curti: 234 le candidature ricevute, un numero significativo anche rispetto ad analoghe iniziative internazionali, delle quali 218 complete e conformi al regolamento. Di queste, 112 provengono dall’Italia, pari a circa il 51%, e 106 dall’estero, il 49%. Da sottolineare anche l’elevata partecipazione femminile, che trova riscontro nella presenza di numerose autrici tra i 25 selezionati, ciascuno rappresentato in mostra da tre fotografie. Dopo una prima edizione incentrata sul ritratto, quest’anno il progetto ha scelto di approfondire il reportage, inteso non soltanto come documentazione degli avvenimenti, ma come strumento per interpretare e comunicare la realtà. Curti ha richiamato, a questo proposito, la figura del fotoreporter, spesso associata a un atteggiamento cinico e distaccato, mentre il suo lavoro richiede soprattutto empatia. Il fotografo deve saper entrare in relazione con ciò che osserva, riconoscere e cogliere il momento capace di restituire il significato di una situazione, affinché la realtà possa essere raccontata e compresa. Un approccio che Curti ha ricondotto anche alla testimonianza del celebre reporter James Nachtwey, per il quale l’empatia rappresenta un elemento essenziale della professione. Un altro aspetto affrontato dal curatore riguarda le trasformazioni del settore. La stampa tradizionale ha progressivamente ridotto, quando non abbandonato, la commissione di reportage fotografici. In questo contesto il Terzo settore continua a rappresentare un interlocutore importante per i fotografi inviati sul campo, contribuendo a rendere possibili lavori di documentazione e testimonianza. Sul valore del linguaggio fotografico si è soffermata anche l’assessora alla Cultura Maria Cristina Barbieri, ricordando come la fotografia sia uno strumento particolarmente efficace per raccontare la realtà. Il reportage, ha osservato, non riguarda necessariamente luoghi lontani o scenari di guerra: può rivolgere lo sguardo anche a quanto accade vicino a noi, alle persone, alle trasformazioni sociali e alle vicende quotidiane. La seconda edizione, avviata l’11 aprile con l’incontro pubblico tra Denis Curti e Ferdinando Scianna, ha proposto masterclass e conversazioni con protagonisti della fotografia internazionale, tra cui Gabriele Galimberti, Olivia Arthur, Davide Monteleone, Agata Wieczorek e Marco Vacca. La mostra rappresenta dunque l’esito di un percorso formativo e culturale che ha coinvolto professionisti, studenti e appassionati. I lavori selezionati attraversano temi differenti, dal lavoro alla marginalità, dal viaggio alla memoria, offrendo altrettante prospettive sulla contemporaneità. L’esposizione sarà visitabile al Broletto dal giovedì alla domenica, dalle 15 alle 19, con ingresso libero.