“La forma del ritratto” torna a Pavia con la seconda edizione

di Alessandro Repossi

Sabato 9 maggio, alle 18, il fotoreporter Marco Vacca protagonista al Broletto

Di Laura Rossi

Torna a Pavia “La forma del ritratto” e lo fa con una seconda edizione che amplia lo sguardo e rilancia la propria ambizione: diventare uno spazio stabile di confronto tra fotografia, formazione e ricerca visiva. Promossa dall’Assessorato alle Politiche culturali del Comune e curata da Still Fotografia, l’iniziativa si sviluppa lungo un percorso articolato che intreccia open call, incontri pubblici e momenti laboratoriali, mettendo al centro, quest’anno, il linguaggio del reportage. Il reportage, nelle sue molteplici declinazioni, diventa qui uno strumento per attraversare storie e relazioni, spostando l’attenzione dalla sola dimensione estetica dell’immagine a una più ampia capacità narrativa. La fotografia si trasforma così in un luogo di incontro: tra discipline diverse, tra generazioni. Il progetto si muove proprio in questa direzione, costruendo un dialogo continuo tra appassionati, studenti e professionisti. In questo senso il ritratto, da cui prende il nome l’iniziativa, diventa uno spazio da cui partire per esplorare il paesaggio umano e sociale, per raccontare storie che abitano il nostro tempo. Dopo l’apertura, molto partecipata, affidata all’incontro con Denis Curti e Ferdinando Scianna, il programma entra nel vivo con un nuovo appuntamento aperto alla cittadinanza, in calendario sabato 9 maggio alle ore 18 nella Sala del Camino del Broletto. Protagonista sarà il fotoreporter Marco Vacca, autore di fama internazionale che porterà a Pavia la sua esperienza maturata in oltre trent’anni di lavoro sui principali scenari globali. Il suo intervento rappresenta uno dei momenti più attesi dell’intero percorso. Vacca ha attraversato alcuni dei contesti più complessi del nostro tempo, documentando conflitti, trasformazioni sociali e crisi umanitarie in aree come il Medio Oriente e l’Africa. Il suo sguardo si è posato su territori segnati dalla guerra, ma anche su dinamiche culturali e quotidiane, restituendo una narrazione capace di unire rigore documentario e sensibilità umana. Durante l’incontro, il pubblico avrà l’opportunità di entrare nel cuore del suo metodo di lavoro, comprendere come nasce un reportage e quale relazione si instaura tra fotografo e realtà osservata. Il suo percorso, che lo ha portato a documentare eventi storici cruciali e a ottenere riconoscimenti internazionali, diventa occasione per riflettere sul ruolo del fotografo oggi. L’appuntamento del 9 maggio si inserisce all’interno di una traiettoria più ampia che accompagnerà il progetto fino all’autunno, quando i lavori selezionati attraverso la open call saranno esposti in una mostra collettiva al Broletto. La call, aperta a fotografi e fotografe di tutto il mondo, invita a presentare progetti capaci di interpretare il tema del reportage con uno sguardo personale, offrendo anche un’attenzione particolare ai giovani e al territorio pavese. “La forma del ritratto” si conferma così non solo come rassegna, ma come processo in divenire, capace di costruire connessioni e generare nuovi racconti. Un’iniziativa che, partendo dalla fotografia, prova a leggere il presente e a restituirne la complessità, invitando il pubblico a fermarsi, osservare e, soprattutto, comprendere. Accanto agli incontri pubblici, il progetto prevede momenti di tutoraggio e restituzione dei lavori, con il coinvolgimento diretto degli autori selezionati. Un’impostazione che rafforza la dimensione formativa dell’iniziativa e consolida il legame con il contesto locale, favorendo la continuità tra produzione, confronto critico e diffusione dei contenuti.

(Nell’immagine una foto scattata da Marco Vacca)