“La Trilogia dell’Abbazia”, il libro di Osvaldo Galli tra realtà, leggende e tradizioni del territorio

di Alessandro Repossi

Domenica 18 ottobre la presentazione a Santa Cristina (ore 15,30) con l’autore e il dialettologo Andrea Borghi

Di Roberto Lodigiani

“La Trilogia dell’Abbazia” è il nuovo libro di Osvaldo Galli, sindacalista di lungo corso della Cgil, promotore, tra l’altro, del progetto dell’Archivio storico che punta a conservare e tramandare la memoria dei cent’anni di Confederazione generale del lavoro a Pavia.

Una raccolta di tre racconti sospesi tra realtà, leggende, tradizioni del territorio, uniti dal filo conduttore comune della Bassa Pavese, uno di quei luoghi “che sanno custodire il tempo – scrive il dialettologo Andrea Borghi nella prefazione – luoghi che raccontano vicende che sfuggono ai libri di Storia, ma che continuano a vivere nella memoria popolare”. Il vernissage dell’opera è in programma domenica 18 ottobre (ore 15,30) al Museo della civiltà contadina e dell’età contemporanea di piazza XXV Aprile a Santa Cristina e Bissone, presenti l’autore e Borghi.

Il paesino di Rinabissa, immaginario ma ovviamente collocato nello scenario della Bassa padana, fa da sfondo ai tre racconti: Il Maresciallo Emilio Baldi, Una Storia Sepolta, Il Mistero dell’Abbazia. Baldi, il protagonista del primo dei tre episodi, è un funzionario di polizia ligio al dovere ma insofferente del regime fascista che è costretto a servire, disilluso e disincantato eppure professionalmente impeccabile. Si dipana così una trama, sì, avventurosa, ma che riesce “ad accompagnare il lettore in un viaggio dove il confine tra il vero, il possibile e l’impossibile si fa sottile – osserva ancora il lettore – , lasciando spazio alla riflessione sul valore delle scelte, sul peso dell’eredità e sul significato della responsabilità. I protagonisti infatti dovranno misurarsi con le proprie paure, con il fascino del potere e con la tentazione di percorrere strade più semplici, ma moralmente più oscure. In questo cammino scopriranno che il bene comune richiede spesso sacrificio e coraggio. I fantasmi del passato, più che semplici presenze soprannaturali, diventano il simbolo di una memoria che continua a interrogare il presente”.

L’Abbazia disabitata, abbandonata e ricca di mistero ispira il titolo e, insieme alla durezza degli anni del ventennio e della guerra, oltre che alle tradizioni della Bassa, fa da collante a una vicenda <<che unisce il fascino dell’indagine storica alla forza evocativa della legge una storia che unisce il
fascino dell’indagine storica alla forza evocativa della leggenda. Ma la Trilogia di Galli, “invita anche a riflettere sul rapporto tra memoria e identità. Ogni scelta compiuta dai personaggi lascia un’eredità destinata a influenzare chi verrà dopo di loro. E forse è vero che, a volte, il passato non è mai completamente trascorso. Anche la terra su cui noi camminiamo quotidianamente nella nostra abituale vita, protegge e conserva ancora verità capaci di illuminare il presente”.

Al lettore, il piacere e la curiosità di come andrà a finire…