“Pavia nel Cuore” e l’EDiSU insieme per la formazione salvavita

di Alessandro Repossi

L’iniziativa è stata presentata mercoledì 6 maggio al Collegio Cairoli di Pavia

Di Laura Rossi

Da una vicenda drammatica è nato un progetto che punta a trasformare la prevenzione in una responsabilità condivisa. La collaborazione tra EDiSU Pavia e l’associazione “Pavia nel Cuore” prende infatti avvio dall’arresto cardiaco che, lo scorso ottobre, colpì uno studente durante un allenamento di basket in una palestra collegiale cittadina. Oggi quell’episodio diventa il punto di partenza per un percorso strutturato di formazione rivolto agli studenti universitari dei collegi pavesi. L’iniziativa è stata presentata oggi, mercoledì 6 maggio, al Collegio Cairoli di Pavia e coinvolgerà progressivamente tutti gli undici Collegi gestiti da EDiSU. L’obiettivo è duplice: da un lato migliorare la rete dei defibrillatori presenti nelle strutture, dall’altro formare studenti e personale affinché sappiano intervenire tempestivamente in caso di emergenza. Un tema, quello della rapidità d’azione, che si rivela decisivo nei casi di arresto cardiaco. “I primi cinque-dieci minuti sono quelli che contano”, ha ricordato Enrico Baldi di Pavia nel Cuore, sottolineando come il tempo medio di arrivo di un’ambulanza renda fondamentale la presenza di persone preparate già sul posto. A dare forza al progetto sono state soprattutto le testimonianze dei ragazzi coinvolti direttamente nei fatti dello scorso ottobre. Matteo, lo studente colpito dal malore durante l’allenamento, ha raccontato il ritorno alla normalità dopo settimane difficili. Oggi è tornato alla sua vita quotidiana ed è diventato allenatore di basket. “Nicola per me è stato un eroe – ha spiegato – ma il punto non è avere eroi. Bisogna fare in modo che sempre più persone sappiano cosa fare e siano in grado di intervenire”. Accanto a lui Nicola, il compagno di squadra che praticò immediatamente il massaggio cardiaco e utilizzò il defibrillatore prima dell’arrivo dei soccorsi. “Non è eroismo, è un dovere – ha detto –. Tutti possiamo intervenire e tutti dovremmo sapere come farlo”. Parole che hanno sintetizzato il senso più profondo dell’iniziativa: diffondere competenze semplici ma decisive, capaci di fare la differenza nei momenti più critici. I primi corsi partiranno già prima dell’estate con percorsi completi BLSD, mentre dall’autunno saranno attivati anche moduli più brevi da tre ore, pensati per coinvolgere un numero sempre maggiore di studenti. L’idea è costruire nel tempo una rete diffusa di giovani preparati alle manovre salvavita e all’utilizzo del defibrillatore, competenze che potranno poi portare con sé anche fuori dall’ambiente universitario.

(Nella foto, da sinistra, Nicola Loizzo, Matteo Gabellotti, Giuseppe Faita, Enrico Baldi, Angelo Taglietti)