Veglia Pasquale in Cattedrale: nella notte la luce del Risorto accende i cuori

di Simona Rapparelli

È nella notte più santa dell’anno che la comunità cristiana di Pavia si è ritrovata in Cattedrale per celebrare la Veglia pasquale, «madre di tutte le veglie», come l’ha definita Sant’Agostino. Una liturgia ricca di segni – dal fuoco nuovo al cero pasquale, fino al canto dell’Exultet – e di Parola, che ha condotto i fedeli al cuore dell’annuncio cristiano: Cristo è risorto.

Nel corso della celebrazione, presieduta dal Vescovo, è emerso con forza il significato di un popolo convocato dal Signore: «Il nostro essere qui – ha sottolineato – è il primo segno che davvero Cristo è vivo». Una presenza che si rende visibile nella comunità dei credenti, chiamata a essere segno concreto di comunione e di speranza nella città.

Momento particolarmente intenso è stato quello dell’iniziazione cristiana di due giovani catecumeni, che hanno ricevuto Battesimo, Cresima ed Eucaristia. Un segno vivo di come l’annuncio del Risorto continui a raggiungere il cuore delle persone, generando una fede capace di trasformare la vita.

Richiamando il Vangelo della tomba vuota e l’incontro delle donne con Gesù risorto, il Vescovo ha ricordato come la Pasqua non sia un semplice ricordo, ma un evento che cambia la storia e il cuore dell’uomo. Dal Battesimo nasce infatti «un io nuovo», inserito in Cristo e chiamato a camminare in una vita nuova.

Da questa notte di luce prende avvio la testimonianza dei cristiani: vivere da risorti nel quotidiano, dentro le relazioni e gli ambienti di vita, rendendo presente oggi, nella città di Pavia, la gioia e la speranza del Vangelo.

(Nella foto il momento della benedizione del fuoco – lucernario – dalla cui fiamma è stato acceso il Cero Pasquale)