All’Apolf Pavia un viaggio nei sapori che unisce culture e popoli

di Simona Rapparelli

Un pomeriggio all’insegna dell’incontro tra culture diverse attraverso il linguaggio universale della cucina. Venerdì 27 marzo, nella sede della Apolf di Pavia, 68 studenti internazionali del progetto Turandot dell’Università di Pavia sono stati protagonisti di un’esperienza formativa e conviviale fuori dall’ordinario.

I giovani, provenienti da diversi Paesi – tra cui Russia, Kazakistan, Iraq e Turchia – hanno portato con sé un prezioso bagaglio di tradizioni e sensibilità culturali, contribuendo a rendere l’iniziativa un autentico momento di scambio e arricchimento reciproco.

Guidati dagli insegnanti della scuola Apolf, gli studenti si sono messi alla prova in un vero e proprio percorso sensoriale alla scoperta della tradizione gastronomica pavese e italiana. Suddivisi in quattro laboratori – cucina, sala bar, panetteria e pasticceria – hanno lavorato fianco a fianco, “mettendo le mani in pasta” e realizzando un intero menu: dall’aperitivo ai dolci, passando per risotti, pizze e prodotti da forno.

Dopo ore di intensa preparazione, il momento conclusivo è stato quello della condivisione: i piatti realizzati sono stati degustati insieme ai docenti e allo staff dell’ateneo pavese e di Apolf, in un clima di festa e partecipazione.

“Questa esperienza dimostra come la cucina possa diventare un potente strumento di incontro e dialogo tra culture diverse”, ha sottolineato la direttrice di Apolf Pavia, Piera Bianco. “Vedere studenti provenienti da tutto il mondo lavorare insieme, imparare e condividere è il segno più concreto di un’integrazione possibile e reale”.

Un’iniziativa che ha lasciato il segno nei partecipanti, confermandosi come un momento “unico e indimenticabile”, capace di unire tradizioni, sapori e storie in un’unica, grande tavola comune.

(Nella foto, alcuni studenti nel laboratorio di panificazione, intenti alla preparazione di diverse pizze che gusteranno poi tutti insieme)