Terre d’Oltrepò: Fai Cisl Pavia/Lodi, “basta giochi politici”

di Alessandro Repossi

L'intervento del sindacato: "Servono piani industriali e trasparenza"

 

La vicenda della cantina Terre D’Oltrepò, la più grande cantina cooperativa lombarda, finita sotto i riflettori negli ultimi tempi per una situazione complicata, fa discutere. La Federazione agricola alimentare ambientale industriale italiana della Cisl Pavia Lodi (Fai) ha nei giorni scorsi diffuso un comunicato sul tema firmato dai suoi rappresentanti, Alessandro Cerioli e Francesco Lerede. “La Fai Cisl esprime profonda preoccupazione e forte sdegno per la preoccupante piega che ha assunto la vertenza relativa al salvataggio della cantina Terre d’Oltrepò – sottolinea la nota -. Stiamo parlando di una realtà nevralgica per il tessuto economico, agricolo e sociale del nostro territorio, che rischia di essere sacrificata sull’altare delle convenienze politiche e della mancanza di trasparenza. Stigmatizziamo con forza il mancato coinvolgimento reale del sindacato nelle scelte cruciali che si stanno delineando in queste settimane. Abbiamo partecipato con interesse e spirito collaborativo ai tavoli promossi dalla Regione Lombardia in cui sono stati promessi aggiornamenti costanti. Aggiornamenti che però abbiamo dovuto apprendere dai giornali o da canali informali. Le lavoratrici e i lavoratori non possono essere tenuti all’oscuro del loro futuro o relegati a semplici spettatori di decisioni prese altrove. Il salvataggio di un’azienda di questa portata richiede concertazione e condivisione, non decisioni unilaterali”.

“Assistiamo, purtroppo – continua il comunicato -, a una strumentalizzazione inaccettabile della crisi. Invece di unire le forze per trovare una soluzione concreta che tuteli l’occupazione e il patrimonio vitivinicolo locale, il dibattito si è fatto giorno dopo giorno più scontroso e tossico addirittura all’interno delle stesse forze di governo. È evidente come la vicenda sia diventata un terreno di scontro rivolto quasi esclusivamente al perseguimento degli interessi di parte, piuttosto che alla reale risoluzione dei problemi aziendali. Le polemiche sterili e i tatticismi non pagano gli stipendi, non salvano le aziende e soprattutto non valorizzano la filiera; servono senso di responsabilità e pragmatismo. Sul tavolo c’è l’interessamento noto del gruppo veneto Collis. Tuttavia, si rincorrono voci e indiscrezioni riguardo a presunte altre cordate o ulteriori soggetti interessati all’acquisizione o all’ingresso in Terre d’Oltrepò”.

La Fai Cisl dice “basta ai giochi di ombre e avanza una richiesta chiara: chiunque abbia un interesse reale verso Terre d’Oltrepò deve uscire allo scoperto adesso. Chiediamo a tutti i soggetti interessati, oltre a Collis, di:

•       Palesare le proprie intenzioni in modo ufficiale e trasparente.

•       Rendere pubblici i propri Piani Industriali, illustrando nel dettaglio le strategie di rilancio aziendale.

•       Fornire garanzie scritte e inequivocabili sulla tenuta dei livelli occupazionali, sui diritti dei lavoratori e sulle prospettive per i soci conferitori e per il territorio”.

“Non siamo disposti ad accettare ‘scatole a sorpresa’, salti nel buio o speculazioni fatte sulla pelle di chi con il proprio lavoro ha costruito questa realtà – conclude la nota -. La Fai Cisl manterrà altissimo il livello di guardia e, in assenza di risposte concrete e di un immediato cambio di rotta che riporti il sindacato e i lavoratori al centro del tavolo delle trattative, è pronta a valutare ogni opportuna iniziativa di mobilitazione. Si convochi quindi al più presto un tavolo di confronto presso Regione Lombardia ove far confrontare gli attori istituzionali, quelli datoriali e le rappresentanze dei lavoratori”.