Attualità
Milano, la protesta di Coldiretti sotto il Pirellone per “SOS campi in scacco”
In tantissimi anche dalla provincia di Pavia, guidati dalla presidente Silvia Garavaglia
Sono arrivati a migliaia oggi, martedì 10 marzo, da tutta la Lombardia (e in tantissimi anche dalla provincia di Pavia) per ritrovarsi in piazza Duca d’Aosta a Milano sotto il Pirellone a lanciare l’SOS per l’agricoltura lombarda, messa sotto scacco da problematiche irrisolte e nuove minacce, l’ultima delle quali è rappresentata dalla guerra in Medio Oriente. Dalla lotta alla burocrazia a quella contro le pratiche sleali, dal sostegno alle filiere in crisi (a partire da quelle del riso e del vino) alla valorizzazione del cibo locale, dal controllo della fauna selvatica alla difesa della terra fertile. Sono diversi i temi che Coldiretti ha portato in piazza, dove è stata allestita una maxi-scacchiera per rappresentare la situazione in cui si trovano le aziende agricole. L’agricoltura lombarda, raffigurata dalla pedina del re bianco, è accerchiata da numerose pedine nere, simbolo delle minacce che mettono sotto scacco la sua sopravvivenza: dalla concorrenza sleale ai prezzi sottocosto, dagli eventi climatici estremi alla fauna selvatica fuori controllo, dai risarcimenti lumaca al consumo di suolo fino all’incubo di un nuovo shock energetico.
“Le imprese agricole non chiedono scorciatoie, ma una sburocratizzazione vera, concreta, che restituisca tempo al lavoro e dignità a chi produce”, sottolinea Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia, che ha guidato la delegazione pavese presente oggi a Milano insieme al Direttore Antonio Tessari. Tra le priorità d’intervento indicate da Coldiretti per ridare fiato all’agricoltura c’è anche la richiesta di abolire la regola dell’origine del codice doganale che, con il “trucco” dell’ultima trasformazione, rende made in Italy un prodotto straniero.
“Le stesse regole che seguono le nostre imprese agricole devono essere rispettate da chi vuole vendere i propri prodotti da noi, a partire dal riso che purtroppo continua ad arrivare massicciamente dall’estero – dice ancora il Presidente di Coldiretti Pavia – I consumatori hanno il diritto di sapere da dove proviene il cibo che portano sulle proprie tavole: bisogna dare piena attuazione alla trasparenza totale con l’origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti”. Le importazioni selvagge dall’estero – spiega Coldiretti Pavia – esercitano poi una pressione al ribasso sui prezzi pagati nei campi, con diversi comparti che già oggi si trovano a dover lavorare sottocosto: dal riso al mais, dal latte ai suini. Tra le istanze avanzate dagli agricoltori anche la creazione di un fondo regionale per le filiere in crisi e la richiesta di garanzia dei ristori sui danni indiretti dovuti alle emergenze, come quella della Peste Suina Africana o dell’aviaria.
Nel corso del suo intervento dal palco allestito sotto il Pirellone Silvia Garavaglia ha parlato anche di vino e di allevamenti. “Alla Regione chiediamo di intervenire con urgenza in due temi fondamentali per la nostra provincia, e cioè i danni da peronospora in Oltrepò e i ristori agli allevatori di suini colpiti dalla PSA – ha ribadito il Presidente di Coldiretti Pavia – Continui danni diretti e indiretti sono poi provocati dalla diffusione incontrollata degli animali selvatici che devastano pascoli, distruggono raccolti, assaltano greggi, sono veicoli di infezione e causano anche incidenti, sia nei campi che sulle strade. Una corretta gestione di questi animali non è più rimandabile, a partire dal contenimento efficace dei cinghiali”.
Nei cartelli portati dai manifestanti oggi in manifestazione si leggono frasi come “Senza agricoltura niente cibo”, “Libero mercato a parità di regole”, “Meno burocrazia, più agricoltura”, “Stop speculazioni nella filiera carne”, “Agricoltura sotto scacco” “Stop fotovoltaico selvaggio a terra”, “Assediati da nutrie e cinghiali”, “Difendiamo i nostri pascoli!”, “Senza stalle non c’è latte”, “Prezzi giusti per il riso italiano”, “PSA, indennizzi subito!”, “La terra si coltiva, non si compila!”, “Selvatici a spasso agricoltura al collasso”, “Coltivato all’estero battezzato in Italia? No grazie”.
“Una manifestazione – spiega Gianfranco Comincioli, presidente di Coldiretti Lombardia – resa ancora più urgente dalla crisi mediorientale che, oltre a rappresentare un dramma umano, porta con sé l’incubo di un nuovo shock energetico”. Il conflitto tra Usa, Israele e Iran minaccia di replicare quanto accaduto con la guerra in Ucraina, con il balzo alle stelle dei principali fattori di produzione che, dopo quattro anni, restano sensibilmente più alti, dal +49% dei fertilizzanti al +66% per l’energia.
Sulla continuità del lavoro nei campi pesano anche una burocrazia eccessiva, che ogni anno sottrae alle aziende 100 giornate di lavoro, e la giungla dei controlli con enti diversi che verificano le stesse cose. “Pratiche complicate, bandi lontani dalla realtà delle nostre imprese e controlli duplicati sono un macigno sul nostro operato quotidiano – spiega Antonio Tessari, Direttore di Coldiretti Pavia – Chiediamo una vera semplificazione, la piena operatività del SuperCAA e l’attuazione del Registro Unico dei Controlli”.
Infine – spiega Coldiretti Pavia – la difesa della terra fertile con un argine al consumo di suolo è da tempo una delle priorità per l’agricoltura pavese. Una necessità che diventa ancora più pressante di fronte al moltiplicarsi di richieste di grandi impianti fotovoltaici a terra. Il rischio, con il moltiplicarsi di iniziative che poco o nulla hanno a che vedere con l’agricoltura, è di spazzare via ecosistemi agricoli che caratterizzano i nostri territori. “Come Coldiretti non ci siamo mai opposti alle agroenergie – conclude Silvia Garavaglia – ma sosteniamo da sempre un modello di transizione energetica che vede le imprese agricole protagoniste attraverso gli impianti solari sui tetti, le comunità energetiche e l’agrivoltaico avanzato sostenibile, da ricondurre nel principio della multifunzionalità al servizio dell’attività agricola e non di logiche strumentali e speculative”.
Ai tanti problemi irrisolti che le imprese agricole si trovano ad affrontare è stato dedicato il flash mob dei giovani di Coldiretti Lombardia, che sulla scacchiera gigante – allestita in piazza con le minacce all’agricoltura – hanno depositato simbolicamente i prodotti di campi e stalle, insieme agli attrezzi del lavoro in cascina, ormai quotidianamente a rischio di sopravvivenza.
(Nella foto dell’ufficio stampa di Coldiretti Pavia l’intervento della Presidente Silvia Garavaglia)