Epifania, il Vescovo Corrado ai bambini: “La speranza non finisce, va accesa ogni giorno”

di Simona Rapparelli

La celebrazione con Mons. Sanguineti nella Cattedrale di Pavia

Un altare con i bambini, una catechesi fatta di domande, sorrisi e parole semplici. Così la Cattedrale di Pavia ha celebrato l’Epifania del Signore, nella Messa presieduta dal Vescovo Corrado Sanguineti, in occasione anche della Giornata Missionaria Mondiale dei Ragazzi, che cade proprio il 6 gennaio.

Seduto davanti alla mensa dell’altare, accanto a dieci bambini e ragazzi – tre dei quali nei panni dei Re Magi – il Vescovo ha guidato una riflessione intensa ma accessibile, partendo dal motto della giornata: “Accendiamo la speranza”. Un invito che risuona con ancora più forza nel giorno in cui Papa Leone XIV ha chiuso la Porta Santa di San Pietro, concludendo l’Anno Giubilare della Speranza.

«Il Giubileo finisce – ha spiegato mons. Sanguineti – ma la speranza no. Deve continuare a vivere in noi, soprattutto nel cuore dei bambini, che sono un segno di speranza per tutti».

Al centro dell’omelia, la luce: quella annunciata dal profeta Isaia e quella che illumina i Magi nel loro lungo cammino dall’Oriente. Una luce che ha un nome preciso: Gesù. «Non è un’idea – ha detto il Vescovo – ma una persona viva, il Figlio di Dio fatto bambino».

La stella dei Magi diventa così immagine della fede, la luce accesa nel Battesimo, chiamata a essere custodita e alimentata nel tempo. Una luce che a volte sembra scomparire, ma che può tornare a brillare, portando gioia, come accadde ai Magi quando la ritrovarono.

Infine l’invito missionario: come i Magi, anche i bambini sono chiamati a raccontare ciò che hanno incontrato. «Tutti possiamo essere missionari – ha ricordato il Vescovo – nelle famiglie, tra gli amici, sostenendo chi annuncia il Vangelo anche lontano». Perché, come diceva san Giovanni Paolo II, la missione è il nome stesso della Chiesa.