Fondazione Monte di Lombardia presenta il Documento Programmatico Previsionale 2025-2027

di Alessandro Repossi

Gli obiettivi e le linee di operatività e di intervento della Fondazione, un aumento significativo delle risorse per l’attività Istituzionale

Fondazione Monte di Lombardia, dopo i passaggi negli Organi statutari, sotto la guida del Presidente Mario Cera (nella foto), presenta il documento programmatico previsionale 2027, sulla linea del Documento Programmatico Previsionale Triennale 2025-27.

“Si prevede una chiusura al 31 dicembre 2026 con un avanzo di gestione di circa Euro 38.300.000, in incremento rispetto alle stime elaborate in occasione del Documento Programmatico Previsionale 2026 approvato nell’ottobre 2025, che prevedeva un avanzo di gestione di Euro 26.500.000, progresso perlopiù dato dall’andamento dei mercati più favorevole e da una buona campagna dividendi delle partecipate – sottolinea la nota di FML -. Alla data odierna sono stati incassati dividendi per Euro 27.300.000, ma Intesa Sanpaolo ha già comunicato che nel mese di novembre potrebbe deliberare la distribuzione di un acconto a valere sui risultati del 2026. L’ammontare complessivo dei rendimenti netti al 31 dicembre potrebbe essere stimato in circa Euro 50.700.000, di cui circa Euro 42.300.000 di dividendi. Le spese di funzionamento sono stimate in Euro 12.400.000, di cui Euro 3.500.000 per oneri di gestione, annualizzando, ove possibile, i costi sostenuti nel primo semestre e restando sostanzialmente in linea rispetto al recente passato, Euro 8.900.000 sono relativi all’imposizione fiscale. Il patrimonio netto è previsto in aumento del 2,2% al 31-12-2026 e di oltre il 4% al 31-12-2027”.

Prospettive gestionali della Fondazione per il 2027

“La Fondazione – continua la nota – proseguirà a gestire il proprio Patrimonio secondo criteri prudenziali di rischio e nel rispetto del limite di concentrazione verso un singolo soggetto, come disposto dal Protocollo di Intesa ACRI-MEF e dal correlato “Addendum” sottoscritto nell’ottobre 2025, compatibilmente con gli andamenti di mercato. È confermata la strategicità di alcune partecipazioni quali Banca Intesa Sanpaolo, Cassa Depositi e Prestiti SpA e Banca d’Italia e saranno comunque mantenute le partecipazioni in Banca del Fucino e nella impresa strumentale MonteImprese SpA. Il rapporto con la Banca Conferitaria continuerà ad essere un punto fermo, sia per le collaborazioni a livello territoriale, sia per il ritorno economico con i relativi flussi finanziari attesi, più che significativi per la Fondazione”.

Erogazioni e attività istituzionale

“Le previsioni – prosegue la nota – muovono lungo linee di continuità, l’elemento distintivo pure essendo rappresentato da un aumento significativo delle risorse da destinare all’Attività istituzionale, che per l’anno 2027 ammonteranno a Euro 18.000.000, rispetto a Euro 13.500.000 stanziati per il 2026, poi incrementati a Euro 15.500.000 in corso d’anno. In ambito istituzionale, Fondazione Monte di Lombardia continuerà a operare destinando in modo equilibrato una parte delle risorse ai vari Bandi, una parte alle collaborazioni istituzionali e una parte alle richieste on demand.

86% delle risorse, per un totale di 15.500.000, sarà destinato ai Settori Rilevanti, ovvero ai Settori Arte, attività e beni culturali, Educazione, formazione ed istruzione, Volontariato e solidarietà e Sviluppo Locale. Nei Settori Ammessi il 6% della somma disponibile andrà alla ricerca scientifica, mentre per la salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa sono previsti impieghi per l’8%.

Nel 2027 verranno riproposti alcuni bandi già attuati in passato, visto l’ampio successo riscontrato, ma verranno introdotte anche nuove proposte, in rinnovati ambiti e con differenti obiettivi, per promuovere progettualità su tematiche in via di definizione avendo attivato un confronto diretto con i rappresentanti del territorio di riferimento per comprendere le prioritarie ed attuali esigenze delle comunità lombarde. Resta, di fondo, la particolare attenzione alle realtà sociali di Milano e Pavia, nel tradizionale, plurisecolare, fecondo legame, cui sarà destinata parte preponderante degli interventi. La Fondazione comunque conferma la partecipazione nel sistema ACRI ad iniziative di valenza nazionale nell’interesse del Paese”.