“Le avventure di Pinocchio. Duecento anni con Collodi”

di Alessandro Repossi

Dal 21 ottobre al 2 dicembre un ciclo di tre appuntamenti al Collegio Ghislieri di Pavia

“Le avventure di Pinocchio. Duecento anni con Collodi”: dal 21 ottobre al 2 dicembre, il Collegio Ghislieri dedica un ciclo di tre appuntamenti a Carlo Collodi e al suo personaggio più celebre. Dal cinema alla riscoperta dell’autore, fino alle letture affidate agli studenti, tre occasioni per tornare a una storia che continua a cambiare forma senza perdere la propria forza. Il ciclo è riconosciuto dalla Scuola IUSS come attività formativa extra-ambito dei Corsi ordinari.

Pinocchio nasce di legno. Poi diventa bambino, asino, creatura inquieta, ribelle, bugiarda, curiosa. E ancora immagine, disegno, film, metafora. Da quasi un secolo e mezzo, il burattino di Collodi attraversa epoche e linguaggi, si trasforma e continua a interrogare lettori e spettatori. Forse è proprio questa la ragione per cui non invecchia: non è mai davvero finito.
Il primo appuntamento, mercoledì 21 ottobre alle ore 21 in Aula Goldoniana, mette al centro la metamorfosi con “Elogio della metamorfosi. Pinocchio e le immagini“. Ne discuteranno il regista Roberto Catani e Daniele Dottorini dell’Università della Calabria, con introduzione e moderazione di Lorenzo Donghi e Serena Feloj dell’Università di Pavia.
Catani conosce bene la materia: il suo “Il burattino e la balena”, presentato nella sezione Orizzonti della 81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, racconta «la storia di un burattino che non diventa bambino». Un Pinocchio che rifiuta la trasformazione più celebre della fiaba e rimane ostinatamente altro. Realizzato attraverso il disegno animato tradizionale, con Oilbar (ognuno dei circa 1500 frame è fatto interamente a mano), gesso, pastello e puntasecca, il film fa della materia stessa dell’immagine parte del racconto. Dottorini, docente di cinema, fotografia e televisione, porterà nel dialogo la prospettiva della teoria e della storia cinematografica. Ne nasce un confronto sul momento in cui un personaggio letterario esce dalle pagine e comincia una nuova vita attraverso le immagini, continuamente reinterpretato da ogni epoca.
Giovedì 12 novembre alle ore 18, sempre in Aula Goldoniana, il secondo incontro, “Ritrovare Collodi, ritrovare Pinocchio“, sposterà lo sguardo dal burattino all’uomo che lo ha inventato: Carlo Lorenzini, in arte Collodi. A dialogare saranno Daniela Marcheschi, studiosa di letteratura e antropologia delle arti, in forza al CEG dell’Universidade Aberta di Lisbona e presidente dell’Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, e Giorgio Panizza, docente di Letteratura italiana all’Università di Pavia.
Il punto di partenza è una convinzione precisa, come spiega Marcheschi: «Prima di essere il padre di Pinocchio, Collodi fu un intellettuale immerso nella modernità del suo tempo. Giornalista e autore comico-umoristico, scrisse di politica e costume, letteratura, teatro, musica e arte. E quella stessa penna, ironica e irriverente, sarebbe confluita nelle ‘Avventure di Pinocchio’, pubblicate tra il 1881 e il 1883».
È il percorso seguito anche nel suo volume “Ritrovare Pinocchio”, pubblicato da Luni nel 2025. «Un libro – chiarisce l’autrice – che torna alle origini del personaggio e ai testi che precedono le Avventure, per ricostruire il terreno culturale dal quale Pinocchio emerge. Non soltanto un burattino destinato a diventare bambino, dunque, ma una creatura letteraria ambigua e irrequieta, capace di attraversare cultura popolare e cultura colta, teatro dei burattini e letteratura, satira e riflessione».
Ritrovare Collodi significa, dunque, liberare Pinocchio dalla gabbia della sola letteratura per l’infanzia e riconoscere, dietro le sue bugie, le fughe e le continue trasformazioni, la penna ironica di un autore che osservava il proprio tempo. E un personaggio che sembra ricordarci che diventare qualcuno non significa smettere di cambiare.

Il ciclo si concluderà mercoledì 2 dicembre alle ore 21 con una “Maratona di letture scelte da Le avventure di Pinocchio“, affidata agli alunni e alle alunne del Collegio Ghislieri. Saranno le loro voci a riportare in vita le pagine di Collodi, in un incontro diretto con una storia che attraversa le generazioni.
Tre appuntamenti, tre prospettive, una domanda che resta aperta: quante vite può avere un burattino prima di smettere di essere Pinocchio?