“Andy Rocchelli. Il valore della testimonianza”, la mostra fotografica a Sant’Angelo Lodigiano

di Alessandro Repossi

Saranno esposte 24 foto scattate dal fotorepoter pavese in Afghanistan, Caucaso e Ucraina

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“Andy Rocchelli. Il valore della testimonianza” è il titolo della mostra fotografica che si terrà dal 26 settembre al 25 ottobre nello spazio Delle Arti – Sala Lydia al Castello Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano.  L’evento del Circuito OFF del Festival della Fotografia Etica di Lodi, è organizzato dal collettivo fotografico Cesura con Lodigiano Democratico e ADE Lab e presenta 24 foto scattate da Rocchelli in Afghanistan, Caucaso e Ucraina, scelte tra quelle che meglio esprimono la forza del suo lavoro.

L’inaugurazione della mostra si terrà sabato 26 settembre alle 17.30 con  Francesco Bondioli e Maddalena Camera, coordinatori del Circuito OFF del Festival della Fotografia Etica;  Aldo Mendichi, coordinatore del Festival della Fotografia Etica;  Gabriele Micalizzi, fotoreporter, co-fondatore del collettivo fotografico Cesura; Agostino Zappia, giornalista; – Danilo De Biasio, direttore di Fondazione e Festival dei Diritti Umani; Elisa e Rino Rocchelli.

Andy Rocchelli (Pavia 1983 – Andreyevka, Ucraina 2014) è stato un fotoreporter freelance, membro fondatore del collettivo indipendente di fotografi Cesura. Ha documentato per otto anni la realtà dell’Europa dell’Est, la primavera araba in Libia e Tunisia, le violazioni dei diritti umani in Kirghizistan e Inguscezia. In Italia, si è occupato di velinismo e del rapporto tra migranti e criminalità organizzata. Le sue principali aree di interesse erano l’Europa orientale e la Russia. E’ stato ucciso il 24 maggio 2014 a Andreyevka, vicino alla città di Sloviansk, nell’Ucraina orientale, mentre documentava le condizioni dei civili intrappolati nel conflitto del Donbass. Quel giorno era insieme all’attivista dei diritti umani Andrei Mironov, anch’egli ucciso nell’attacco, al fotoreporter francese William Roguelon e a un autista. Il gruppo è stato colpito da un violento attacco di artiglieria pesante e leggera. Il colpo mortale è stato riconosciuto dalle autorità italiane come mirato e non accidentale. Nel maggio 2016 è stata recuperata una scheda di memoria con le ultime foto scattate da Rocchelli poco prima della morte nelle è quali drammaticamente documentato quell’attacco. La magistratura italiana ha attribuito la responsabilità dell’omicidio alle forze armate ucraine.