Attualità
Anticipo storico per l’avvio della vendemmia in Oltrepò Pavese, a causa del caldo
I primi grappoli di Chardonnay staccati a Oliva Gessi aprono le operazioni in Italia
Con un anticipo storico è scattata oggi, martedì 28 luglio, la vendemmia in Oltrepò Pavese, spinta dal grande caldo che ha accelerato la maturazione dei grappoli, mentre la siccità rappresenta un’incognita per le rese. Le operazioni di raccolta, le prime in Italia, sono partite in un’ azienda agricola a Oliva Gessi (Pavia). “L’inizio della raccolta a luglio in Oltrepò, maggiore area vitivinicola della Lombardia con circa 12 mila ettari coltivati a vigneto, rappresenta un fatto eccezionale – precisa Coldiretti Pavia – per un territorio dove generalmente le operazioni scattavano dalla prima decade di agosto. Una situazione che fotografa la realtà di un cambiamento climatico che è ormai diventato un fattore strutturale, di cui i viticoltori sono costretti a tenere in considerazione nelle strategie aziendali. Con il taglio dei primi grappoli di Chardonnay per basi spumante l’Oltrepò pavese inaugura la vendemmia in Italia, con una campagna che a livello nazionale sarà spalmata su un arco di quasi cinque mesi”.
“Mai come quest’anno risulta difficile fare previsioni quantitative su una stagione produttiva che per le aziende rappresenta una vera e propria sfida enologica – sottolinea Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia (nella foto) –, anche in considerazione della concentrazione zuccherina che le temperature record e la siccità stanno per ora determinando nelle uve. Sembra, invece, al momento scongiurato il rischio peronospora, con una qualità che si annuncia in generale eccellente”.
Assieme a caldo e siccità, sulla vendemmia 2026 pesa anche l’incognita su come si evolverà il meteo nei mesi di agosto e settembre. “Tutto questo si somma a un periodo già complesso per il settore – spiega ancora il presidente di Coldiretti Pavia – gravato dal peso della burocrazia, dall’aumento dei costi di produzione legato alle tensioni geopolitiche e dalle guerre commerciali, dalle difficoltà a reperire manodopera specializzata per le operazioni vendemmiali, senza dimenticare i cambiamenti delle abitudini di consumo”.
“Nonostante ciò – conclude Coldiretti Pavia – il vino resta uno dei pilastri dell’economia agroalimentare provinciale. Il settore vitivinicolo è tra le principali specializzazioni produttive della provincia di Pavia: all’uva da vino sono destinati circa 12 mila ettari di superficie vitata, con una produzione di 750 mila quintali d’uva. Questi numeri fanno dell’Oltrepò Pavese la prima zona vitata della Lombardia e la terza in Italia per numero di ettari a vite e per ettolitri prodotti. Nel settore vitivinicolo sono attive circa 1200 aziende agricole, mentre i vitigni più coltivati sono Croatina (4.000 ettari circa), Barbera (3.000) e Pinot Nero (3.000)”.