GhislieriMusica conquista Beaune con L’Olimpiade di Pergolesi

di Alessandro Repossi

Grande successo per l'Orchestra pavese che, sotto la direzione di Giulio Prandi, ha portato in scena l'ultima opera del compositore al Festival internazionale di opera barocca

Un lungo e sentito applauso ha certificato il successo dell’Orchestra Ghislieri al Festival internazionale di opera barocca di Beaune, in Francia. Ospite della rassegna, l’ensemble diretto da Giulio Prandi ha proposto L’Olimpiade di Giovanni Battista Pergolesi, conquistando il pubblico. Un pubblico, quello del Festival, certo non abituato a facili entusiasmi.

I solisti che hanno portato sul palco L’Olimpiade per GhislieriMusica sono stati: Anna Bonitatibus nel ruolo di Licida, Theodora Raftis nel ruolo di Megacle, Carlotta Colombo nel ruolo di Aristea, Anicio Zorzi Giustiniani nel ruolo di Clistene, Silvia Frigato nel ruolo di Argene, Matteo Straffi nel ruolo di Aminta e Francesca Ascioti nel ruolo di Alcandro. 

Fondato quarant’anni fa, il Festival di Beaune è oggi uno dei più importanti appuntamenti dedicati all’opera barocca, una manifestazione capace di attirare appassionati del genere da ogni parte del mondo.

Location del Festival? Il suggestivo cortile dell’Hôtel-Dieu des Hospices Civils di Beaune, ospedale fondato nel 1443 da Nicolas Rolin (cancelliere del Ducato di Borgogna) e da sua moglie Guigone de Salins, vero gioiello gotico rimasto operativo come ospedale fino al 1971.

Giulio Prandi, direttore artistico di GhislieriMusica, ha diretto con entusiasmo L’Olimpiade di Pergolesi, regalando al pubblico una performance capace di emozionare anche gli spettatori più abituati alla magia dell’opera. Cosa ha significato salire sul palco del Festival di Beaune? «Coro e Orchestra Ghislieri ha una lunga storia in Francia, con inviti ripetuti nei Festival più rinomati – Ambronay, Vézelay, Chaise-Dieu, Sablé, Besançon, Roayumont… Ma a Beaune era la prima volta. E anche lì abbiamo ritrovato la magia di questi appuntamenti: luoghi unici, musica straordinaria, un pubblico attento, competente quanto informale, e nessuna barriera. Scesi dal palco, gli artisti si mescolano al pubblico, chiacchierano e scambiano idee. Ancora una volta, un’esperienza unica per tutti noi».

Già dalla prova generale, tenutasi a Pavia al Conservatorio Vittadini il giorno prima della partenza, si era percepita un’energia speciale: qual è il segreto? «Un gruppo di musicisti straordinari, empatici, motivati a dare il meglio; una totale fiducia reciproca, un dirigere che è guidare ascoltando e un suonare che è proporre interagendo. Un cast di cantanti di altissimo valore, veri solisti, che si sono sentiti però parte del gruppo; e poi la qualità umana, l’empatia, la condivisione. Questo è il nostro modo di fare musica».

GhislieriMusica non si ferma, cosa accadrà nelle prossime settimane? «Finalmente un mese di pausa dai concerti, che vuol dire vacanza, ma anche programmzione. Il 2027/28 è alle porte… Poi, in agosto, Vézelay, per la nostra terza volta in questo magico Festival; Coro Ghislieri in un nuovo programma sulla pace, chiuso dal brano che Davide Tramontano ha scritto per noi su testo di Sant’Agostino. E da settembre le passeggiate organistiche, una nuova residenza eeemerging, i preludi d’autunno con Carlo Vistoli e Orchestra Ghislieri al Fraschini, oltre al nostro debutto alla Wigmore Hall di Londra in compagnia di Josè Maria Lo Monaco… insomma, si riprende a pieno ritmo!».