Attualità
Housing femminile a Pavia, prende il via il cantiere della speranza
Azimut sostiene il progetto della Fondazione Laboratorio di Nazareth
Di Laura Rossi
Con l’avvio delle prime attività operative per la realizzazione dell’housing femminile di Domus LabOra, il progetto della Fondazione Laboratorio di Nazareth entra in una fase decisiva. Dopo mesi di progettazione, confronto con i partner e ricerca di risorse, il percorso verso la nascita della nuova struttura dedicata all’accoglienza e all’autonomia delle donne in situazione di fragilità compie un importante passo avanti. Determinante, in questa fase, è stata la scelta dell’impresa Mancuso, individuata per la realizzazione dei lavori. Una decisione maturata non solo sulla base degli aspetti tecnici, ma anche per la disponibilità e la sensibilità dimostrate dall’azienda nei confronti delle finalità sociali dell’intervento, condividendo lo spirito con cui la Fondazione intende dare vita al progetto. Nel frattempo prosegue anche il percorso di sostegno economico. La Fondazione Monte di Lombardia e Banca Intesa stanno valutando con attenzione la solidità e la portata dell’iniziativa, riconoscendone il valore sociale e il forte impatto sul territorio. A rafforzare ulteriormente il progetto si è aggiunta anche Azimut, che ha scelto di sostenere concretamente la realizzazione dell’housing femminile. Il contributo consentirà di finanziare una parte significativa delle opere impiantistiche della struttura, rappresentando un tassello fondamentale per l’avvio del cantiere. L’obiettivo dell’intervento è offrire non soltanto un alloggio temporaneo, ma un autentico percorso di rinascita. Le future ospiti potranno infatti trovare un ambiente sicuro nel quale ricostruire la propria autonomia, accompagnate da servizi di orientamento, formazione e inserimento lavorativo già promossi dalla Fondazione Laboratorio di Nazareth. L’ingresso di Azimut accanto ai partner già coinvolti conferma come il progetto stia raccogliendo attorno a sé una rete sempre più ampia di soggetti pubblici e privati, accomunati dalla volontà di investire in un modello di accoglienza capace di trasformare la solidarietà in opportunità concrete di riscatto e di futuro.
(Nella foto, da sinistra: Roberto Meregaglia, Mons. Daniele Baldi, Don Franco Tassone, Francesco Brendolise, Andrea Albergati)