Attualità
Il “Vangelo dalla finestra” di domenica 10 maggio
Il commento di don Michele Mosa. "Il tappo rosso: '6 maggio 2026 – Ore 23:45. Campo Delta, Settore C' "
Di Don Michele Mosa
Il fango qui non è terra. È una creatura viva che ti morde le caviglie e non ti molla. Ti prende le scarpe, rallenta i passi, entra nelle cuciture dell’anima. È una cosa viva che decide quando puoi muoverti.
Stasera il generatore è morto alle undici. Il buio è diventato assoluto: perfino la luna si nasconde. Qui c’è solo la pioggia. E il vento che agita le tende. Dire inferno è troppo poco.
Ho passato ore nella tenda 42. Una famiglia – o quello che ne resta – arrivata tre giorni fa. Amira ha otto anni e gli occhi fermi, di chi ha visto il fondo dell’oceano e non è ancora tornata in superficie. Non parla. Guarda il soffitto di PVC come se da un momento all’altro potesse strapparsi anche l’ultimo cielo
Suo padre non è mai sceso dal gommone. Qui usiamo parole leggere per le cose pesanti: “disperso, non identificato, trasferito”. Puliamo la realtà con il vocabolario. Teniamo le mani abbastanza pulite.
L’abbandono ha un odore: gasolio, vestiti bagnati, plastica scaldata male.
Ha anche un suono: quello delle persone che smettono di fare domande. Non per rassegnazione. Semplicemente perché hanno capito che le domande non cambiano niente.
Amira mi ha stretto la manica. Non chiedeva niente. Voleva solo verificare che fossi solido. Le sue dita erano schegge di ghiaccio. Alla faccia della coperta termica.
Ho frugato in tasca. Avevo un tappo di plastica rosso, un rifiuto, un niente caduto chissà quando. Gliel’ho dato senza pensarci. Lo ha stretto subito nel pugno chiuso, come si stringe l’ultima cosa rimasta. Per un momento, qualcosa si è mosso sulla sua faccia. Non un sorriso. L’ombra di prima che arrivasse il mare.
Oltre la collina, le luci della città. Case calde, cene, auto che portano gente verso posti dove li aspettano. Da qui sembrano diamanti. Da qui, consideriamo un evento se una stufa smette di fumare.
Sono rimasto seduto accanto alla brandina finché non si è addormentata col pugno chiuso. Poi sono uscito. Il fango ha preso le scarpe come al solito.
“Non vi lascerò orfani”.
La frase è lì; non so da dove viene, non so cosa fa in mezzo al Campo Delta con il generatore rotto. Forse è una promessa. Forse è una domanda rivolta a me. Forse è solo una frase scritta duemila anni fa da qualcuno che non ha mai visto una coperta termica dorata su una brandina di metallo.
Amira aspetta che qualcuno torni a prenderla.
Probabilmente nessuno tornerà.
Io domani ci sono.
Dopodomani non lo so.