Attualità
Il “Vangelo dalla finestra” di domenica 19 aprile
Il commento di don Michele Mosa. “Ghost in the feed”
Di Don Michele Mosa
12.000 persone connesse. Nessuno scrive più.
La chat scorre ancora – emoji, cuori neri, punti interrogativi – ma è quel tipo di flusso automatico che fa la gente quando non sa cos’altro fare. Come stare in piedi al funerale di qualcuno che non sapevi di amare così tanto.
Sonia fissa lo schermo.
Leo fissa il pavimento.
Tre giorni fa il loro leader è morto in custodia.
Ieri il server è stato sequestrato.
Stanotte nessuno dei due ha dormito.
“Chiudi”, dice Leo.
“Aspetta”.
Sonia inclina la testa verso il monitor.
Una richiesta di accesso al canale vocale.
Un’icona grigia. Nessuna webcam. Nessun nome riconoscibile.
“Ha una chiave d’accesso che non dovrebbe avere”, dice Sonia.
“Lascialo entrare”.
Non sa perché lo dice.
La voce non è metallica.
È vicina.
Come se la persona fosse seduta sul divano tra loro.
Non si presenta.
Non spiega chi è.
Chiede:
“Cosa trasmettevate prima?”
Leo sbuffa. “Cosa trasmettevamo. Passato”.
“Perché passato?”
“Perché è morto. Perché hanno vinto loro. Perché adesso c’è solo questo. Il nulla”. Leo allarga le braccia verso lo studio vuoto, i fader spenti, i led spenti, tutto spento.
Silenzio.
Poi la voce: “Il nulla è una frequenza ottima per trasmettere”.
Non lo dice come una risposta.
Lo dice come un fatto tecnico.
Leo apre la bocca.
La richiude.
Sonia inizia a parlare – non sa da dove viene, ma inizia – delle notti in cui volevano mollare, dei post scritti e cancellati, delle volte che avevano ragione e non bastava. La voce ascolta. Ogni tanto fa una domanda. Non le risponde: semplicemente continua.
A un certo punto Leo si accorge che non sta più guardando il pavimento.
“Ho fame”, dice la voce.
Sonia ride; un suono strano, il primo da tre giorni.
“Anche noi”.
Ordinano. Roba qualunque, quello che viene.
Il fattorino lascia la busta sulla soglia senza suonare.
Dentro: una pagnotta scura, un vasetto d’olio.
Roba da pochi euro.
Leo la porta al mixer.
La posa sul tavolo.
“Spezza il pane”, dice la voce.
Leo prende la pagnotta.
La tiene un secondo tra le mani.
Poi la rompe davanti al microfono a condensatore.
Il crack della crosta entra nelle cuffie con una pulizia assoluta.
Sonia chiude gli occhi.
Quando li riapre, l’icona grigia non c’è più.
User disconnected.
Restano in silenzio.
La chat scorre ancora — 12.000 persone che aspettano ancora non si sa cosa.
Sonia guarda Leo.
Leo guarda il pane spezzato sul tavolo del mixer.
“Era lui”, dice Sonia.
Non è una domanda.
Leo non risponde.
Prende il pezzo di pane.
Lo passa a Sonia.
Ne tiene uno per sé.
Mangiano in silenzio davanti allo schermo.
12.000 persone connesse.
Nessuno scrive più.
Ma adesso il silenzio ha un altro peso.
Leo guarda il tasto rosso.
Non lo preme.
Non ancora.
Deve ancora capire cosa ha da dire.