San Martino Siccomario (Pavia), sabato 28 marzo la celebrazione del “Tricolore”

di Alessandro Repossi

La cerimonia, alle 15.30, nella Piazzetta del Gravellone con l'intervento dello storico Marco Galandra

Il Gravellone, piccolo corso d’acqua, rappresentava un confine sensibile tra il Regno di Sardegna e il Regno Lombardo – Veneto, parte dell’Impero Austriaco. Proteggere la sola strada che collega il Gravellone con la città di Pavia rappresentava una questione di massima importanza per la sicurezza austriaca e per questo motivo era ben difeso con guarnigioni di soldati, mentre nel territorio sardo si osserva la presenza dei Carabinieri Reali.

Nel marzo 1848, San Martino Siccomario (Pavia) e il Gravellone diventano luoghi dove si vive profondamente i grandi avvenimenti risorgimentali che portano all’Unità d’Italia. Carlo Alberto vi giunse il 29 marzo 1848 e spogliandosi delle antiche tradizioni, innalza una nuova bandiera, rappresentativa della nuova realtà ove si stava dirigendo, consegnandola ai suoi soldati. È il Tricolore Italiano, con lo stemma sabaudo sovrapposto al bianco. Inizia così la Prima guerra d’indipendenza italiana. Da un territorio di frontiera, specchio delle realtà liberali per i giovani pavesi, iniziò una guerra per la libertà, per l’unità e per l’indipendenza del popolo italiano. Questo fatto è stato valorizzato nel 2012 quando il sindaco, Vittorio Barella, ha ottenuto dall’allora Presidente alla Repubblica Giorgio Napolitano, il riconoscimento per San Martin Siccomario del titolo di città, proprio perché luogo-testimonianza della storia nazionale.

Dall’anno scorso l’attuale Amministrazione di San Martino Siccomario, insieme a un gruppo di cittadini, alle associazioni combattentistiche e la sezione degli alpini locale, vuole ricordare con una cerimonia semplice ma significativa, questo evento storico. Quest’anno la celebrazione del 178° anniversario della consegna del Tricolore è stata organizzata per sabato 28 marzo, alle 15.30, nella Piazzetta del Gravellone, sul confine con Pavia. Interverrà Marco Galandra, esperto di storia locale, che, dopo il saluto del sindaco e l’omaggio alla bandiera, proporrà un inquadramento storico commemorativo degli avvenimenti di quel marzo del 1848.