Attualità
“Paci o solo tregue?” Il mondo secondo Giampiero Massolo
L'incontro con l'ambasciatore giovedì 19 marzo al Collegio Ghislieri di Pavia
Di Laura Rossi
Al Collegio Ghislieri di Pavia, giovedì 19 marzo alle 18 in Aula Goldoniana, si terrà l’ultimo incontro del ciclo “Il senso della pace” con Giampiero Massolo (nella foto), già segretario generale della Farnesina e presidente dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Massolo sarà chiamato a riflettere su una domanda che pesa sul nostro tempo: “Paci o solo tregue?”. Nel mondo contemporaneo è più realistico aspettarsi tregue che vere paci? “Purtroppo, sì. Il modo in cui si è evoluta la comunità internazionale rende sempre più difficile arrivare a soluzioni definitive dei conflitti. Negli ultimi anni si è affermato un principio che potremmo riassumere con my country first: ogni Stato tende a far prevalere i propri interessi nazionali e la politica internazionale è diventata sempre più una competizione tra potenze”. Secondo Massolo questa dinamica ha modificato profondamente gli equilibri globali. “Si passa piuttosto da una tregua all’altra. Spesso queste tregue non affrontano le cause profonde dei conflitti e quindi non producono una pace stabile”. In questo scenario anche i leader sono fortemente condizionati dalle opinioni pubbliche: “I cittadini chiedono soprattutto sicurezza e prosperità. Questo porta i governi a concentrarsi su ciò che accade all’interno dei propri confini più che sulla collaborazione internazionale”. Secondo Massolo la scena internazionale è dominata da tre grandi attori: Stati Uniti, Cina e Russia. “Mosca non è una superpotenza economica come le altre due, ma possiede il più grande arsenale nucleare del mondo e quindi mantiene un enorme potere di deterrenza”. Tra queste potenze, osserva, non si arriva allo scontro diretto: “prevale una forma di coesistenza e di adattamento reciproco. Nessuna prende in considerazione l’uso della forza militare contro l’altra. Paradossalmente questo è un elemento rassicurante. Proprio perché le grandi potenze evitano lo scontro diretto proliferano i conflitti locali. Si moltiplicano tensioni regionali e focolai che restano aperti per anni: quella che Papa Francesco ha definito “una guerra mondiale a pezzi”. E l’Europa?
“Per molto tempo ha vissuto in una comfort zone: la sicurezza garantita dagli Stati Uniti, l’energia a basso costo dalla Russia e il grande mercato cinese. Questo modello oggi è finito”. L’Unione Europea, secondo Massolo, sta cercando di attrezzarsi. “Come ha detto Emmanuel Macron, l’Europa è stata a lungo “erbivora”. Non diventerà improvvisamente “carnivora”. Nel medio periodo continueremo ad avere bisogno degli Stati Uniti per la nostra sicurezza, ma possiamo rafforzare la nostra autonomia strategica. Il quadro naturale di questo sviluppo è il pilastro europeo della Nato”.