37 anni fa il crollo della Torre Civica di Pavia: un dramma “che squarciò la città e le coscienze”

di Simona Rapparelli

Si è svolta nella mattinata di martedì 17 marzo la commemorazione delle vittime del crollo della Torre Civica a Pavia, avvenuto alle 8.55 di venerdì 17 marzo 1989, trentasette anni fa. Presenti, tra gli altri, il sindaco di Pavia Michele Lissia, il vicesindaco di San Genesio Massimiliano Cadore (di San Genesio erano due delle quattro vittime, le giovani Adriana Uggetti e Barbara Cassani, morte sotto le macerie insieme all’edicolante Pia Casella Comaschi e a Giulio Fontana, cliente del negozio di barbiere con sede a pochi passi dalla Torre), il Vescovo di Pavia, Mons. Corrado Sanguineti, il parroco del Duomo don Gian Pietro Maggi e la deputata pavese Paola Chiesa. Il sindaco Lissia ha voluto ricordare le vittime e il dolore dei loro familiari e ai giornalisti ha dichiarato di voler valorizzare con maggiore cura il luogo del crollo in piazza Duomo coinvolgendo anche la Sovrintendenza e alcune associazioni che si occupano di valorizzazione territoriale: “Ancora oggi questo luogo non viene considerato e trattato come merita – ha detto Lissia -. E’ necessario prendersene cura con attenzione e restituirgli bellezza, per spingere le persone ad avere maggiore rispetto per la memoria”. Il sindaco di Pavia ha poi definito il crollo un dramma “che squarciò la città e le coscienze”, del quale è doveroso fare memoria. Vicinanza e cordoglio ai parenti delle vittime sono stati espressi anche dal vicesindaco di San Genesio, Massimiliano Cadore. Alla commemorazione hanno preso parte anche delegazioni della Croce Rossa e della Croce Verde di Pavia, enti che con le loro ambulanze e i loro militi contribuirono a soccorrere diversi feriti.