Pavia, la stagione d’opera del Teatro Fraschini si conclude con Carmen

di Alessandro Repossi

Gli spettacoli sono in programma giovedì 15 e sabato 17 gennaio alle 20

SPETTACOLI BRESCIA TEATRO GRANDE ANTEPIANO CARMEN TERZO ATTO NELLA FOTO SCENA TERZO ATTO 19/09/2025 newreporter©favretto

Con Carmen, capolavoro assoluto del teatro musicale, il Teatro Fraschini di Pavia conclude giovedì 15 e sabato 17 gennaio, alle 20, la stagione d’opera con un titolo di straordinaria forza artistica e civile. Opera simbolo della modernità musicale e drammaturgica, Carmen continua, a centocinquant’anni dalla sua prima rappresentazione, a interrogare il presente, mettendo al centro temi universali e ancora dolorosamente attuali: la libertà individuale, il desiderio, il possesso, la violenza di genere. Composta tra il 1873 e il 1874 e rappresentata per la prima volta all’Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875, Carmen suscitò scandalo per la crudezza del racconto e per la figura di una protagonista anticonformista e “immorale” secondo i canoni dell’epoca. Bizet propose un dramma senza redenzione, in cui la morte irrompe in scena senza consolazione. Accusato da alcuni critici di “volgarità”, il compositore non poté assistere al successo internazionale che, poco dopo, avrebbe consacrato Carmen come uno dei titoli più amati e rappresentati del repertorio operistico. L’opera rivoluziona il teatro musicale per la sua potenza drammatica e per la modernità dei personaggi: Carmen è una donna libera e indipendente, che rifiuta di piegarsi alle convenzioni sociali e a una visione patriarcale del mondo. La sua vicenda, segnata da una passione travolgente e distruttiva con Don José, diventa una rappresentazione lucida e spietata delle dinamiche di possesso e della violenza che ne può derivare. Un racconto senza tempo, capace di parlare con impressionante chiarezza alla sensibilità contemporanea. Carmen è la riscoperta dell’umanità nuda, senza ombra di sovrastrutture culturali o teatrali. Nietzsche vi ravvisava “l’amore in quanto esso v’ha di implacabile, di fatale, di cinico, di candido, di crudele”.

“Con Carmen – commenta Francesco Nardelli, direttore generale del Teatro Fraschini – scegliamo di chiudere la stagione d’opera con un titolo che non è solo un capolavoro musicale, ma un’opera profondamente necessaria. Bizet ci consegna una tragedia che parla di libertà assoluta, di desiderio e prevaricazione dei confini del femminile, senza filtri né idealizzazioni, e che interroga ancora oggi la nostra coscienza collettiva. La Carmen che presentiamo al Fraschini non è un’icona folkloristica, ma una figura radicalmente contemporanea, capace di mettere in crisi ogni equilibrio e di svelare le fragilità di una società che fatica ad accettare l’autonomia dell’altro. È in questa tensione, tra bellezza musicale e crudezza del racconto, che risiede la forza di un’opera che continua a parlarci con straordinaria lucidità. Concludere la stagione con Carmen significa ribadire la nostra idea di teatro d’opera: un luogo in cui la tradizione dialoga con il presente, e in cui l’arte non offre risposte rassicuranti, ma pone domande urgenti, necessarie, inevitabili”.

La direzione musicale è affidata al maestro Sergio Alapont, interprete di profonda sensibilità teatrale, che restituisce tutta la vitalità, il colore e la tensione emotiva della partitura, valorizzando il ruolo centrale del ritmo e il dialogo costante tra orchestra e palcoscenico. L’esecuzione musicale è affidata all’Orchestra I Pomeriggi Musicali, mentre sul palcoscenico si esibiscono il Coro OperaLombardia, diretto dal Maestro Diego Maccagnola, e il Coro di Voci Bianche I Piccoli Musici di Casazza, diretto dal Maestro Mario Mora. La regia di Stefano Vizioli, al debutto in questo titolo, firma un nuovo allestimento di forte impatto visivo e concettuale. Abbandonata ogni lettura folkloristica, lo spettacolo si concentra sull’essenza simbolica dell’opera, scegliendo un impianto scenico asciutto e rigoroso, che richiama una cinematografia spagnola degli anni Trenta in bianco e nero. La scena, ideata da Emanuele Sinisi, è spogliata da un ambiente “spagnoleggiante” di superficie per lasciare spazio a uno scenario post-bellico, corroso e instabile, attraversato da aperture improvvise verso un “altrove” che rappresenta la libertà, il desiderio e l’ignoto.

In scena, il ruolo di Carmen è affidato ai mezzosoprani Emanuela Pascu ed Emilia Rukavina, che si alternano nelle recite. Il ruolo di Don José sarà interpretato in alternanza dai tenori Roberto Aronica e Joseph Dahdah; le soprano Rocío Faus e Alessia Merepeza si alternano nel ruolo di Micaëla; il baritono Pablo Ruiz veste i panni di Escamillo. Completano il cast Aoxue Zhu (Mercédès), Soraya Méncid (Frasquita), Gianluca Failla (Moralès), Nicola Ciancio (Zuniga), William Allione (Dancairo) e Enrico Iviglia (Remendado).

Lo spettacolo è una coproduzione dei Teatri di OperaLombardia, con teatro capofila il Grande di Brescia, insieme al Teatro Comunale “Pavarotti-Freni” di Modena, al Teatro Municipale di Piacenza e al Teatro “Alighieri” di Ravenna. Il nuovo allestimento si inserisce nel più ampio progetto condiviso di valorizzazione del grande repertorio operistico in chiave contemporanea.

(La foto è dell’ufficio stampa del Teatro Fraschini di Pavia)