Pavia, l’intervento del rettore Reali all’inaugurazione dell’Anno Accademico

di Riccardo Azzolini

Siamo qui per celebrare il 665° anno accademico della lunga storia dell’Università di Pavia e il 1201° anno dal Capitolare di Lotario, anche se, come ci insegna il Presidente del Centro per la Storia dell’Università di Pavia, il Prof. Dario Mantovani, che vi invito ad ascoltare oggi pomeriggio in aula Foscolo, l’825 è, per il nostro Ateneo, un anno con un valore più simbolico che storico.

Si tratta della mia prima inaugurazione di anno accademico come Rettore e desidero ringraziare sentitamente tutti voi per la vostra presenza in questo momento così importante per la nostra Comunità e per me. Infatti, dopo oltre un mese in questo ruolo, per altro molto intenso, devo ammettere che l’emozione è ancora tanta. Tengo anche a ringraziare l’ospite d’onore di oggi, il Prof. Giorgio Parisi, che, oltre a essere uno straordinario ricercatore che non ha certo bisogno di presentazioni, è anche una persona eccezionale e un grande amico. Voglio poi salutare caramente i miei predecessori presenti in sala, il Prof. Stella e il Prof. Svelto, ma anche il Prof. Schmid e il Prof. Rugge che non possono essere qui oggi. In particolare, desidero ringraziare Francesco Svelto, e, attraverso di lui, tutte le persone che hanno collaborato con lui negli ultimi sei anni, per quanto è stato fatto per il nostro Ateneo. Chiedo quindi a Francesco di alzarsi in piedi e a tutti voi di riservargli l’applauso che merita.

Infine, voglio ringraziare tutte le persone che mi stanno accompagnando lungo il percorso che ci attende per il prossimo sessennio, a partire dalla governance fino ad arrivare a tutta la Comunità Accademica, nessuno escluso. A rappresentare tutti, siedono sul palco i Prorettori, i Direttori di Dipartimento e i Presidenti di Facoltà. Inoltre, alla tradizionale prolusione tenuta da una docente e all’intervento di un rappresentante degli studenti, ho voluto aggiungere anche l’intervento di una rappresentante di personale tecnico-amministrativo e collaboratori ed esperti linguistici. Il senso di Comunità e il gioco di squadra sono infatti sempre la base da cui partire per raggiungere i traguardi che ci si prefigge.

Prima di continuare con il mio breve discorso, penso sia però doveroso rivolgere un pensiero a tutte le persone che hanno perso la vita nei tanti, troppi conflitti e guerre che stanno tormentando l’umanità, a partire dalle innumerevoli vittime di Gaza, tra cui moltissimi bambini. La vita è sacra e la pace un bene prezioso, e come esseri umani abbiamo il dovere di difenderle e salvaguardarle. Vi chiedo quindi di osservare un minuto di silenzio.

 

Credo sia importante ricordare che l’Università è in primis luogo di formazione, ricerca e cultura, ma che, per adempiere appieno alle sue missioni, deve farsi voce del pensiero critico e libero. Non può essere una torre d’avorio, ma deve vivere nel presente e saper rivolgere lo sguardo al futuro, con fiducia e serenità. La nostra storia plurisecolare ci dà senz’altro radici salde e orgoglio, ma è quello che facciamo hic et nunc su cui dobbiamo concentrarci. So che me lo avete sentito dire tante volte, ma non mi stancherò mai di ripetere che la differenza la fanno le persone con idee, passione e dedizione, ma anche talento, armonia e senso di appartenenza. Per questo al centro del mio progetto, del nostro progetto, ho voluto mettere la persona, puntando tutto sul nostro capitale umano. L’Università di Pavia ha sicuramente grandi potenzialità per competere ai massimi livelli, ma ritengo che per farlo debba sapersi integrare sempre di più con tutte le risorse che offre il nostro territorio, a partire dallo straordinario sistema di collegi, un unicum in Italia, e dalla eccezionale presenza di ben tre IRCCS, ma anche di IUSS, CNR, INFN, CNAO, Eucentre, ChipsIT e tutto il ricco tessuto di fondazioni e aziende, realtà che hanno bisogno della nostra Università e di cui la nostra Università ha bisogno. Sono davvero convinto del fatto che, per realizzare le missioni fondamentali di formazione e ricerca, non possiamo prescindere da questo, così come da una rinnovata apertura alle collaborazioni internazionali. Il nostro Ateneo ha infatti tutte le carte in regola per diventare un faro di cultura, qualità e libertà di pensiero a livello nazionale e internazionale, capace di attrarre sempre più studenti e ricercatori eccellenti da tutta Italia e da tutto il mondo.

Penso anche che, per un territorio come quello pavese, in cui l’Università ha chiaramente un ruolo centrale, il nostro Ateneo abbia il dovere morale di avere un impatto positivo su tutta la cittadinanza, favorendo iniziative che abbiano un significativo valore sociale, partendo da ciò che è per noi più naturale fare, ovvero la diffusione della cultura, con particolare attenzione ad aspetti di grande attualità come, per esempio, quelli sanitari e digitali.

Tornando alla centralità della persona, voglio ricordare che per ottenere risultati ciascuno va messo nelle condizioni di poter esprimere al meglio il proprio potenziale, valorizzando le competenze e cercando di fornire le risorse essenziali, ma tenendo sempre in grande considerazione la sostenibilità. Una ulteriore linea di azione che mi sta molto a cuore, e su cui è necessario investire, è la tutela del diritto allo studio degli studenti con limitate possibilità economiche. Reperire i finanziamenti necessari per sostenere tutto ciò non sarà un compito facile, ma metteremo in gioco tutte le nostre energie per riuscirci. L’importante è che, in ogni iniziativa che porteremo avanti, la parola chiave sia sempre e comunque “qualità”! Non intendo dilungarmi oltre. Questa è una festa di tutta la Comunità Accademica e preferisco lasciare la parola agli altri.

Concludo garantendo il massimo impegno da parte mia e di tutta la governance per portare l’Università di Pavia sempre più in alto. Sono certo che questo si possa fare e che i risultati arriveranno, procedendo un passo alla volta, come quando si cammina in montagna, con la meta chiara in testa e il cuore pieno della voglia di arrivare in vetta, ma anche di godersi il percorso strada facendo. Credo fermamente che potremo realizzare i nostri obiettivi, ma che possiamo farcela solo insieme, come Comunità. Grazie!

Prof. Alessandro Reali (Magnifico Rettore dell’Università di Pavia)

 

SUL PROFILO INSTAGRAM DE “IL TICINO” POTETE VEDERE LE IMMAGINI DEGLI INTERVENTI DEL RETTORE ALESSANDRO REALI E DL PREMIO NOBEL GIORGIO PARISI. SUL NUMERO DE “IL TICINO” NELLE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI PAVIA E IN EDICOLA DA VENERDI’ 14 NOVEMBRE, POTRETE LEGGERE UN SERVIZIO SULL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO DELL’UNIVERSITA’ DI PAVIA