Esce “Strade Nuove”, concept-album di 11 canzoni

di Alessandro Repossi

Testi scritti da Mirko Confaloniera, musica realizzata con l’ausilio dell' AI

L’associazione “Castle Rock” cambia pagina. Nata nel 2011 come organizzatrice di eventi musicali e culturali, da oggi passa (anche) a promotrice di autoproduzioni musicali “indipendenti”. Nei giorni scorsi sulle pagine social dell’associazione nativa di Castelletto di Branduzzo – ma recentemente attiva anche su Pavia – è stato pubblicato il primo lavoro realizzato in “studio”, ovvero l’album “Strade Nuove” (11 tracce, genere punk-rock, etichetta Casone Film). I testi sono stati scritti dallo scrittore, articolista e filmaker Mirko Confaloniera, mentre la voce e le musiche sono state realizzate con l’ausilio dell’AI. Una peculiarità che stride con la tradizione della creatività musicale, oppure una percorritrice di quella che sarà in un futuro prossimo la musica? Ai posteri la sentenza, per ora abbiamo raccolto le dichiarazioni dell’autore su questo progetto tutto particolare…

Mirko Confaloniera, scrittore (autore di 14 pubblicazioni di narrativa dal 1998 a oggi), articolista (scrive sul settimanale “il Ticino” e su “Pavia Play TV”) e videomaker (dal 1993 gestisce l’etichetta cine-indipendente “Casone Film”): cosa l’ha spinta a scrivere canzoni e a realizzare questo album?

“La musica non è nient’altro che un altro ‘canale’ di Comunicazione, come lo sono la scrittura, il cinema, il giornalismo, ecc.. Ho preso alcune poesie pubblicate anni fa in una raccolta (“Poesie sotto l’Albero”) e le ho trasformate in canzoni affinché parlassero ‘più forte’, usassero un canale comunicativo magari più diretto al pubblico. Le 11 canzoni realizzate hanno formato così un concept-album, ovvero un disco in cui le tracce sono tutte collegate fra loro da un’unica tematica centrale”.

Ci parli dell’uso della Intelligenza Artificiale per la creazione del “disco”: una scelta cercata oppure  obbligata? Non pensa che qualche purista, soprattutto del genere “punk”, un genere tendenzialmente ‘controcorrente’, potrebbe storcere il naso?

“Io purtroppo sto notando che, almeno dalle nostre parti, i generi punk e punk-rock stanno mestamente appassendo. Ai concerti dal vivo, sempre più radi, l’età media del pubblico è sempre più alta, mentre i giovani si stanno indirizzando verso generi diversi, come l’hip-hop, il trap e altri che non mi interessano. Se spariranno chitarristi, bassisti, batteristi, ecc., la musica punk e altri generi  sono destinati inevitabilmente a scomparire nel giro di pochi decenni. Con l’Intelligenza Artificiale, invece, si potrà ricreare all’infinito questa musica e preservarla da scomparse”.

E se qualche band volesse riproporre le sue canzoni, potrebbe farlo?

“Certamente. I pezzi sono lì da ascoltare  ma anche da suonare. Non ci sono vincoli, a parte il diritto di paternità artistica che deve restare legato a me in maniera indissolubile. Per il resto chi vuole può riproporle in dischi, album, concerti dal vivo, ecc..: l’importante è che venga menzionato sempre il mio nome come autore dei testi. A me piace scrivere, ma purtroppo non so suonare alcun strumento, e questo non mi vieta di amare la musica punk-rock”.

A proposito del “genere”: i suoi testi un po’ melanconici non si sarebbero ‘sposati’ meglio con un genere acustico oppure più leggere del punk-rock?

“Sono cresciuto ascoltando cantautori come Guccini, De Andrè, De Gregori, ecc.. Ma trovo la musica punk-rock più controcorrente, più ribelle, più ‘rivoluzionaria’. Il ‘disagio’ non va solo sussurato dietro a una chitarra acustica, ma va gridato più forte, con l’aiuto di chitarre elettriche, bassi e batterie. Il ‘punk’ è la forma più adatta per chi vuole raccontare e cambiare. E poi, comunque, amo il genere da sempre”.

Di cosa parlano le canzoni dell’album “Strade Nuove”, a chi sono rivolte?

“Parlano di Pavia, di disagio, di malesseri davanti a ingiustizie che anziché diminuire aumentano sempre di più, di ricordi legati al tempo che passa, di donne amate e andate, di amici che non ci sono più di altri che ci sono ancora… Insomma, di tutte quelle cose che uno della mia generazione, sia di Pavia che non, può ritrovarsi” dentro.

Il titolo dell’album e delle singole tracce si rifanno a qualcosa di particolare?

“L’immagine di copertina è quella di Strada Nuova di Pavia, messa al plurale per traslare il significato verso le ‘nuove strade’ da percorrere nella vita quando si arriva a cinquant’anni d’età come nel mio caso. ‘Fumo e polvere’, ‘L’infinito in un attimo’ e ‘Senza regole’ sono canzoni scritte anni fa insieme all’amico Nicola ‘Osso’ Carena, che all’epoca era cantante dei ‘Timecode’. ‘Arianna’ riprende formalmente la storia di Arianna e Teseo, ma è sostanzialmente una metafora politica dell’Italia di oggi, come ‘Cinquecento’ e ‘Lara alla fermata dell’autobus’. ‘Sabato notte’ e ‘Scrive l’universo’ sono sulla  Pavia degli anni ‘90, mentre ‘Curva Sud’ è dedicata ai tifosi dell’AC Pavia. ‘Non mi illumino d’immenso’, infine, è la main-track dell’album, che ripercorre un po’ i miei ultimi 20 anni di vita”.

L’ultima canzone ,“Gli Anni”, è una cover del celebre pezzo degli 883?

“Quella traccia l’ho chiamata ‘Gli Anni – Reboot’, perché è una riproposizione totale: parto dalla celebre canzone di Pezzali e Repetto, ma cambia la musica e cambia gran parte del testo. E cambia anche l’ambientazione: il “bar” dove è ‘ambientata’ è il Bar Italia di Corso Garibaldi”.

A proposito di 883, se sta guardando la serie TV in onda in questi giorni sul celebre duo di Pavia: si rifà a loro quando parla di fare musica “senza saper suonare”?

“Effettivamente anche loro, per propria ammissione, non sapevano suonare alcuno strumento: all’epoca non c’era l’Intelligenza Artificiale, ma anche loro hanno creato musica in maniera artificiale,  realizzando comunque due dischi e vendendo migliaia di copie in pochi anni”.

Ci saranno altri album in futuro o altri progetti di questo tipo?

“Sicuramente come associazione Castle Rock proseguiremo su questa strada. Prossimamente produrremo un secondo disco, stavolta di Enrico Cancellier, anche lui di Castelletto, e anche lui autore di raccolte di poesie che potrebbero essere trasformate in canzoni. Purtroppo, per svariati motivi, siamo un po’ fermi nell’organizzazione di eventi musicali dal vivo, per cui siamo stati anche un po’ costretti a cercare di percorrere strade alternative. O ‘strade nuove’, proprio come recita il titolo del mio album, che è riferito anche a questo. E anche se il salto dall’organizzare concerti  a quello di ‘produrre’ musica col PC può sembrare alto, è stata per noi l’unica via percorribile per restare all’interno della nostra passione preferita”.

L’album “Strade Nuove” di Mirko Confaloniera è liberamente ascoltabile sul canale youtube “Casone Film” all’url: https://www.youtube.com/watch?v=hOVhVTIG12E . Per info consultare il sito internet www.casonfilm.org