Don Franco Tassone, un nuovo cammino nell’Unità pastorale di Pavia Est

di Alessandro Repossi

«Una Chiesa che costruisce ponti»

Di Laura Rossi

Una chiesa gremita e una foltissima rappresentanza degli ex parrocchiani di San Mauro hanno accompagnato don Franco Tassone nel suo nuovo cammino pastorale. Domenica 13 settembre il sacerdote ha fatto il suo ingresso nell’Unità pastorale di Pavia Est, che riunisce San Pietro, San Carlo e Santa Maria delle Grazie. La celebrazione è stata presieduta dal Vescovo di Pavia, Mons. Corrado Sanguineti, che ha definito l’inizio del ministero di don Franco un “passaggio significativo” per le tre parrocchie, chiamate a costruire sempre più concretamente un cammino comune. Il Vescovo ha ricordato anche la particolare attenzione alla dimensione sociale della fede che ha sempre caratterizzato il ministero di don Tassone, sottolineando come la costruzione della comunità richieda il contributo di tutti. A dare il benvenuto a nome dei nuovi parrocchiani è stato Luca Alpegiani: “Ci sentiamo fortunati a poterti accogliere tra noi e insieme a te condividere come un dono la tua storia, il tuo entusiasmo, la tua esperienza e la tua voglia di fare”. Tra i moltissimi presenti anche gli assessori comunali Alice Moggi, Francesco Brendolise e Rodolfo Faldini. La vicesindaca Moggi, portando il saluto del sindaco Michele Lissia, ha ricordato il lungo impegno di don Franco, dalla Casa del Giovane alle scuole, dall’Ufficio pastorale per il lavoro alla parrocchia del Santissimo Salvatore, evidenziandone “la grande capacità di creare comunità e di creare relazioni”. Nel suo intervento conclusivo don Franco ha tracciato le linee del nuovo percorso: “Arrivo in queste comunità con il desiderio di camminare insieme custodendo la storia, le ricchezze, le peculiarità di ciascuna parrocchia, ma nello stesso tempo con una forte tensione verso una unità pastorale concreta”. Al centro la carità, declinata nella dimensione pastorale, educativa, sociale, ecumenica e nella collaborazione tra le diverse realtà del territorio. Un pensiero particolare è andato agli ex parrocchiani che lo hanno accompagnato: “Ringrazio quelli che sono venuti da San Mauro per avermi sopportato 18 anni”. Poi l’auspicio per il futuro: “Una Chiesa che non si chiude, ma esce, che non fa per gli altri, ma fa con gli altri, che non divide, ma costruisce ponti, che non si limita ad accogliere, ma si prende cura”.

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