“Il Vangelo dalla finestra” di domenica 14 giugno

di Alessandro Repossi

Il commento di don Michele Mosa. “Frammenti dal fronte”

Di Don Michele Mosa

Frammenti dal fronte. Fogli sgualciti ritrovati in una soffitta. Che siano di Giuseppe Ungaretti? Li ho trascritti perché sembrano commentare il passo di Matteo che ascolteremo domenica prossima. Leggerli e meditarli, penso possa aiutarci.

Pecore

Carso, luglio

Li guardo.

Dormono come bestie stanche.

Qualcuno ha ancora la bocca aperta

sulla preghiera o sul grido

non si sa.

Ho visto oggi un ragazzo sparare

e poi vomitare.

Non l’ho sgridato.

Senza pastore

Li guardo e penso

che nessuno ci ha mandato

davvero.

Qualcuno ha firmato un foglio.

Qualcuno ha parlato di patria.

Qualcuno ha disegnato frecce su una carta.

Ma qui

sulla carta non ci siamo noi.

I dodici

Gesù li ha mandati senza

borsa pane sandali di ricambio.

Li riconosco.

Partono così anche i nostri.

Con poco. Con troppo poco.

La differenza è

che quelli dovevano guarire.

Noi non lo sappiamo

ancora

cosa dobbiamo fare.

Gratuità

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Ho ricevuto

una madre

un campo di grano

il nome di mio padre

il suono del dialetto la sera

la prima volta che ho pianto guardando il mare.

Ho dato

un anno due amici il sonno

forse qualcos’altro

che non ho ancora il nome per dire.

Il conto

non torna.

I malati

Guarite i malati, dice.

Risuscitate i morti.

Mondate i lebbrosi.

Cacciate i demoni.

Ho visto un medico di campo lavorare sei ore

su un ragazzo che poi è morto

lo stesso.

Poi si è lavato le mani.

Poi ha ricominciato.

Non so se sia fede.

Lo sembra.

Notte, vigilia

Non ho paura

del nemico.

Ho paura

di non riconoscermi quando finisce.

Di tornare

guardare mia madre e non trovare le parole

per dirle che sono ancora io.

Forse sono ancora io.

Forse le pecore

senza pastore

non cercano una guida.

Cercano qualcuno

che stia fermo

mentre

loro tremano.