Pavia, sabato 21 febbraio al Teatro Fraschini è di scena “Sonoma” con la compagnia “La Veronal”

di Alessandro Repossi

Lo spettacolo, alle 20.30, inserito nella stagione di Danza

pavia - inagurazione anno accademico 2019/2020 - il corteo per la prima volta partirà dall'aula magna dell'università per arrivare al teatro fraschini - foto torres

Prosegue la stagione di Danza al Teatro Fraschini di Pavia. Sabato 21 febbraio, alle 20.30, è in prgramma “Sonoma” con la compagnia spagnola “La Veronal”. Il rituale, il sacro, il sogno: quando la danza diventa eco dell’umanità. Con Sonoma, il coreografo spagnolo Marcos Morau, figura chiave della scena internazionale, presenta una creazione che è già considerata un capolavoro del teatro-danza contemporaneo. Il titolo unisce le radici greche e latine di soma (corpo) e sonum (suono): il “corpo che suona”, il “suono del corpo”. Sul palco, nove donne danno vita a un universo rituale dove corpo, voce, tamburi e immagini poetiche si intrecciano in una liturgia laica. Morau parte dal surrealismo di Luis Buñuel e dai rituali popolari dell’Aragona (celebre la tradizione dei tamburi di Calanda), per costruire una drammaturgia che attraversa sacro e profano, femminile e collettivo, sogno e memoria. Un’estetica visionaria. Gli elementi scenici, croci, grandi bauli, maschere, cappelli rituali, creano un paesaggio drammaturgico tra medioevo e contemporaneità. Il linguaggio del movimento è preciso, meccanico, a tratti convulso: i corpi sembrano macchine viventi che si scompongono e si ricompongono in un flusso continuo. Un canto, un grido, un atto di resistenza. Il lavoro è costruito come un crescendo emotivo: si apre con un sussurro; cresce attraverso gesti ripetitivi che diventano mantra; esplode nel suono dei tamburi, portati al collo come armi poetiche. Le interpreti “guidano il ritmo dei venti e muovono la terra con la forza dei tamburi”, scrive una delle drammaturghe coinvolte. Il risultato è un’esperienza ipnotica, quasi trance, dove lo spettatore è trascinato in una dimensione ancestrale che parla di paura, rinascita, senso di comunità. Sonoma non si guarda: si attraversa. È un’opera che colpisce per potenza visiva, raffinatezza coreografica e forza simbolica. Una delle voci più originali del teatro europeo.